Io non sono Mara Dyer (#2)
Michelle Hodkin
Mondadori Chrysalide
€ 17,00
460 pg
Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede anche se giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione con una diagnosi di probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...
Avevamo
lasciato Mara in preda al delirio quando, decisa a confessare il suo segreto,
alla stazione di polizia incrocia Jude, il suo ex fidanzato che a rigor di
logica dovrebbe essere morto. Ciò le varrà un biglietto di solo andata per una
bella serie di sedute di gruppo presso un centro specializzato, l’Horizons,
dove la dottoressa che lo gestisce non vede l’ora di annoverare la ragazza tra
i suoi ospiti permanenti. Ma al fianco di Mara c’è sempre Noah pronto a fare di
tutto per proteggerla, anche dal suo stesso amore. Ma se le allucinazioni e i
presagi di Mara non fossero creati dalla sua mente ma reali? E se l’amore che
prova per Noah fosse capace di portare entrambi alla distruzione?
Sono
due ore che cerco di scrivere la recensione di questo secondo capitolo della
storia di Mara Dyer e dell’affascinate e sexy Noah Shaw (ebbene si mi sono
presa una cotta colossale per Noah), però non riesco ancora a centrare il punto
della storia che ho letto.
Questo libro è certamente un libro di transizione,
quindi come tale risolve qualche piccolo, anzi piccolissimo dubbio, ma ne
introduce una quantità abnorme in sostituzione. Ormai sappiamo per certo che le
doti di Mara non sono solo frutto della sua mente afflitta da un disturbo da
stress post traumatico, come siamo certi che anche Noah in qualche modo è
dotato delle stesse peculiarità. I due ragazzi quindi in questo episodio vanno
alla ricerca dell’origine di tali doti e sembrano averne individuata una componente
ereditaria, genetica, cosa supportata ancora di più per noi lettori dai vari
salti nel passato che il libro compie nel seguire i passi di una bambina nella
lontana India. Inoltre Mara frequentando l’istituto inizia a comprendere che c’è
qualcosa di più che la lega agli altri pazienti, oltre ad un evidente
squilibrio mentale. Continuo però ad avere la stessa identica domanda stampata
in mente, che mi porto dietro dal primo libro: l’autrice dove vuole andare a
parare? E soprattutto di quello che succede quanto è vero e quanto invece è
solo frutto della mente di Mara? E continuo a domandarmi chi sia veramente Mara
Dyer! Questo secondo capitolo ha come titolo Io non sono Mara Dyer eppure mai
come in questo caso mi sembra che la protagonista lo sia veramente. Inoltre cosa si nasconde dietro quell’aura di perfezione che avvolge i genitori della ragazza e i suoi fratelli, a tratti troppo perfetti per essere reali. Ed ancora, se Mara è così ci sono buone probabilità che anche i fratelli nascondono una dote che li contraddistingue, ed a tratti sembra di coglierne dei barlumi, ciò nonostante sembra che solo lei ne subisca le conseguenze. I suoi rapporti familiari sono un tassello fondamentale della sua esistenza eppure più che aiutarla sembra che contribuiscano a portarla verso l’autodistruzione. La relazione con Noah invece si fa ogni istante più profonda, i due ragazzi quasi vivono in simbiosi, come dare a torto a quella benedetta ragazza, tanto che non riesce più a fare a meno di Noah anche quando si rende conto che la loro vicinanza per lui è altamente distruttiva. Il loro amore, intenso ma cauto, sensuale più che passionale, è forse il motore fondamentale dell’intera vicenda e l’unico punto fermo che impedisce a Mara di crollare definitivamente. A questo punto per riuscire a inquadrare finalmente questa storia, per cui faccio i complimenti all’autrice per l’originalità ma soprattutto l’intensità con cui coinvolge ed avvince il lettore, non resta che leggere l’ultimo capitolo in cui spero che finalmente un po’ di luce riesca a dissipare le ombre e soprattutto risolva quel cliffangher finale a cui mi rifiuto categoricamente di credere!
Voto: psicologico, misterioso, adrenalico



