venerdì 25 novembre 2016

Recensione: Le stanze buie di Francesca Diotallevi

Le stanze buie
Francesca Diotallevi
€22,00
400 pg


Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.

Imbarazzato, osservai le nervature del tavolo, su cui coltelli e lame, negli anni, avevano lasciato innumerevoli incisioni. Certe persone sono così, pensai. Tavoli di legno pieni di cicatrici: una vita consacrata al servizio di qualcun altro. 

Vi confesserò che in principio avevo snobbato questo libro per la scarna cover e perchè la sinossi non mi sembrava particolarmente originale. Poi mi sono fidata del giudizio di amiche e blogger e dopo lunga caccia, anche perchè il prezzo è decisamente elevato, ho deciso di leggerlo ..... e non me ne sono pentita.
Al di là di quello che potrebbe sembrare a primo avviso mi sono trovata davanti una storia d'amore tra due persone diverse che, per l'epoca in cui è ambientata la storia, non avrebbero dovuto nemmeno guardarsi, figurarsi sfiorarsi. Eppure sono le loro anime che si sono sfiorate, due solitudini che si sono trovate in una casa dove la luce non riesce a entrare e dove segreti e dolore sono nascosti dietro porte chiuse.
Una presenza che grida vendetta serpeggia nei corridoi e striscia tra le pareti, ma forse vuole solo spingere coloro che ama a ricercare la propria felicità lontano da un luogo dove ciò è impossibile.
Un libro che si legge con facilità, narrato dal POV del protagonista e che grazie a ciò riesce ad evolvere. Infatti con il cambiamento, con la presa di coscienza di Vittorio anche la storia acquista nuova luce e lì dove c'era silenzio e oscurità compare il sole e si riesce come a percepire il profumo delle essenze che Lucilla crea e gelosamente custodisce.
Non fate il mio errore e non lasciatevi ingannare da un paio di guanti bianchi e dal buio che li avvolge, dietro c'è molto di più da scoprire e da amare.


Lo stesso sangue scorre nelle nostre vene, ma se anche così non fosse, credimi, ti amerei con la stessa intensità. Il sangue è potente, ma l'amore lo è di più.


martedì 31 maggio 2016

Recensione: Odyssea Oltre il coraggio del sacrificio di Amabile Giusti

Odyssea Oltre il coraggio del sacrifico (#4)
Amabile Giusti
€ 1,99
629 pg

Dopo la terribile perdita subita, Odyssea non riesce più a sorridere. Non solo, la vita le chiede di separarsi dalla sua famiglia per andare a studiare alla facoltà di Zooiatria di Wizzieville: un grande passo verso un'ulteriore crescita, ma i tempi sono maturi per un lento distacco. 
Eppure, anche tra nuove lezioni e nuovi impegni, Odyssea non smette di guardarsi intorno, di cercare il proprio nemico, certa che sia vicino a lei, pronto a ricordarle nel modo più crudele l’atroce patto che hanno stipulato, il ricatto a cui ha dovuto cedere. "Stai lontana da Jacko. Se ti ostinerai ad amarlo morirà, e con lui tutti quelli che gli sono cari." 
Odyssea cercherà di strapparsi l'anima per tenere fede alla promessa, e dovrà mentirgli, proprio ora che Jacko è pronto ad amarla senza catene e senza paura. Attingerà forza da un amico tanto imprevisto quanto strampalato, e scaverà nei segreti dell'università, e nella vita di una ragazzina fantasma che le farà scoprire qualcosa di inaspettato sul suo mortale avversario. Ma, soprattutto, Odyssea capirà che la vita può scegliere vari modi, a volte contorti, per vincere, che l’amore non vuole obbedire a costrizioni e ricatti, che non c’è modo di forzare il destino, e che il sacrificio di uno – il più coraggioso, il più nobile – può bastare per mettere in salvo tutti gli altri. 
Il quarto volume della saga dedicata a Odyssea, dopo Odyssea Oltre il varco incantato, Odyssea Oltre le catene dell'orgoglio e Odyssea Oltre i confini del tempo.


Quarto capitolo delle avventure della nostra cara Odyssea, eroina di un mondo fantastico, un po’ potteriano (per chi ancora è in vena di confronti e polemiche), e della sua storia d’amore tormentata con Jacko. In questo nuovo anno della sua vita Odyssea inizierà a frequentare l’università e in particolar modo la facoltà di zooiatria, per conoscere e studiare tutti gli esseri viventi del fantastico mondo di Wizieville, d’altronde è sempre stata chiara la sua affinità con il mondo animale, ma si troverà nuovamente alle prese anche con misteri, intrighi, ritorni inaspettati, e con il suo nemico mortale che tenterà nuovamente di toglierla di mezzo.

lunedì 23 maggio 2016

Recensione: Sindrome da cuore in sospeso di Alessia Gazzola

Sindrome da cuore in sospeso (Alice Allevi #0.5)
Alessia Gazzola
TEA
€ 11,60 
143 pg


Alice Allevi ha un grosso problema. Si è appena resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo a nessuno, e non sa cosa fare del suo futuro. Ma siccome la vita è sorprendente, sarà l'omicidio di una persona vicina alla sua famiglia a far scoprire ad Alice la sua vocazione: la medicina legale. Forse c'entra il suo intuito, che la induce a ficcanasare dove non dovrebbe, mettendo a rischio le indagini. Forse c'entra l'arrivo della sua nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato e che stravolge le abitudini, non solo culinarie, di Alice. Forse c'entra nonna Amalia che, con saggezza mista a battute fulminanti, sa come districarsi fra i pettegolezzi di paese. Una cosa è certa: Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo. Vestito in maniera impeccabile, sorriso affilato come un bisturi, occhi travolgenti. Arrogante, sprezzante e... irresistibile

Piccolo libro prequel della seria di Alessia Gazzola che vede come protagonista Alice Allevi, medico legale alle prime armi, con la propensione a cacciarsi nei guai più disparati e un fiuto imbattibile nello scoprire colpevoli e risolvere casi.
In questo piccola storia la incontriamo quando ancora la medicina legale non è diventata  il suo amore e la sua tragedia, anzi la accompagniamo proprio in questa sua scelta di vita, quando, a causa del ritrovamento del cadavere della badante della nonna, avrà la fortuna di imbattersi in Claudio Conforti, croce e delizia del suo cuore, e in questa branca della medicina che desta in lei un sentimento di appartenenza, tanto quanto di rifiuto.

Alice, studentessa di medicina, capisce da subito di aver sbagliato ramo di studio, non è capace di sopportare il dolore dei pazienti, la malattie, l’empatia che sviluppa verso coloro che dovrebbe curare, quindi rifugiarsi nella medicina legale con tutti i suoi annessi e  connessi, di cadaveri senza ormai più sentimenti e parole, e di affascinanti specializzandi che solcano i corridoi del leggendario istituto, le sembra la soluzione più adatta per sfuggire dall’impasse in cui è precipitata.
Una storia breve  ma intensa, divertente, molto più del primo libro dove Alice non aveva conquistato le mie simpatie, ma con cui ora sono riuscita a riappacificarmi. Dire che ho adorato da subito Claudio è poco ma anche la nonnina di Alice non scherza. Insomma se amate la serie di Alice Allevi non potete perdervi dove tutto è cominciato, una lettura piacevole, leggera,divertente anche se con un cadavere  in mezzo ai piedi.

giovedì 28 aprile 2016

Blogtour "Ti ho incontrato quasi per caso" di Patrisha Mar - Settima tappa: Extra

Benvenuti nel mio piccolo angolo tra le stelle alla settima tappa del Blogtour che accompagna l'uscita del nuovo libro di Patrisha Mar Ti ho incontrato quasi per caso seguito de La mia Eccezione sei tu. Mi scuso per lo scambio di tappe che c'è stato ma abbiamo avuto qualche problemino logistico.
Ma bando alle chiacchiere e via con il contenuto della mia tappa che sono certa state aspettando tutti con grande ansia: un brano inedito scritto appositamente per l'occasione da Patrisha e che racconta la famosa scena dell'ascensore ma vista dagli occhi di Daniel!! Reggetevi forte!

Oggi sono distratto. Sarà questo mal di testa che mi martella le tempie. Mi ci sono svegliato e mi rende particolarmente scontroso, il che non è da me. L’appuntamento con James, il fotografo per cui farò un servizio a Chamonix molto presto, si è appena concluso; per fortuna è un mio amico perché non ero proprio dell’umore adatto e non certo per colpa sua.
Ok, ieri sera ho esagerato con l’alcol. Stella insisteva. Assaggia questo cocktail, è divino... e io l’ho assaggiato, dopo un whisky doppio. Pessima idea. Ho il cervello che fa fatica a funzionare. Quasi quasi vado a casa e crollo sul divano.
Ah, giusto: Stella, per la cronaca, è la ragazza con cui esco al momento. Niente di serio, un paio di appuntamenti e una notte di sesso soddisfacente. Ha un corpo da favola e fa la modella, forse un po’ troppo magrolina per i miei gusti, ma la cosa importante è l’attrazione, e quella c’è, eccome. Però non credo che la nostra frequentazione durerà. In realtà dopo Delphina McDougal non ho avuto che piccole avventure. Non ho incontrato nessuna che mi prendesse al punto tale da impegnarmi e, purtroppo per Delphina, neppure con lei mi sono lasciato andare molto. Una parte di me non è mai stata veramente coinvolta e mi dispiace per questo. Ma sono fatto così.
Sto attraversando l’atrio di «Inside Look» proprio ora, diretto agli ascensori.
C’è una ragazza di spalle che parla con le tre impiegate che, ogni volta che passo, mi squadrano da capo a piedi. Ci sono abituato ormai, sono anche belle, forse troppo costruite per me. Non mi interessano. Passo oltre.
Dicevo che nessuna mi ha preso davvero, forse neppure Delphina, per quanto ci abbia provato. Non credo di essere fatto per l’amore, quello per cui le donne vanno matte. Romantico, appassionato e per sempre. Ho alle spalle una famiglia distrutta per mancanza di amore. L’esempio dei miei genitori mi ha solo insegnato a vivere alla giornata, godermi ogni momento e non cercare per forza qualcuna da adorare. L’amore vero probabilmente neppure esiste. Ma il sesso mi piace e mi basta.
Sono appena entrato nell’ascensore e non vedo l’ora di andare a casa, le tempie pulsano dolorosamente e senza pietà.
A un tratto sento un’invocazione di aiuto. «Fermi».
Istintivamente allungo la mano per bloccare le porte che si riaprono e faccio entrare la sconosciuta che poco fa era all’ingresso di «Inside Look».
«Grazie», mi dice, fissandomi con occhi sorpresi e incuriositi, almeno così mi pare, ma ho ancora un atroce mal di testa e non sono molto lucido. Forse abbozzo un mezzo sorriso, ma non ne sono sicuro. Le do una sbirciata veloce senza reale interesse. Ha un tailleur serioso di un colore che non la valorizza. Noto questi dettagli, è una specie di deformazione professionale. Ha curve generose al punto giusto e un visetto carino, poco truccato. Il mio osservarla finisce qui, ruoto il capo e guardo le porte, sperando che si aprano presto: soffro di claustrofobia. Non amo prendere gli ascensori, anzi, lo odio proprio. Come salire sugli aerei, ma sono costretto a farlo e così mi faccio forza. Cerco di controllarmi, posso riuscirci.

Ecco, perché questi pensieri adesso? Uno scossone e l’ascensore si ferma... Le luci si spengono e una fastidiosa lucetta rossa, parecchio inquietante, si accende. Sembra l’antro per l’inferno.
Ciliegina sulla torta, la sconosciuta si aggrappa al mio braccio per evitare di cadere. Ci guardiamo negli occhi e temo di non riuscire a trattenere il panico che mi sta assalendo. È solo questione di secondi. Già monta dentro di me, sento la gola che si chiude. Mi libero della ragazza e mi avvicino alle porte dell’ascensore, le tocco, quasi potessi aprirle. Ma il nervosismo è tanto. Inizio a colpirle. «Mi sentite? C’è nessuno? Siamo bloccati?».
Mi manca l’aria, devo fare qualcosa!
In maniera frenetica inizio a spingere tutti i pulsanti che trovo sul pannello vicino alle porte, ma non succede niente e mi sento morire. Davvero, comincia a mancarmi l’aria. I polmoni ci provano a inalare ossigeno, a pomparlo nel mio sangue, ma sembra che ogni respiro si faccia sempre più difficile e affannoso. Come se avessi fatto due ore di esercizio nella mia palestra. Deglutisco a fatica, sembra che persino la saliva raschia la gola secca.
Morirò qui dentro, è terribile!
«Non ti preoccupare, vedrai che fra poco ci tireranno fuori da qui». La sua voce mi giunge ovattata, ma avverto la pressione della sua mano sul mio braccio. Non mi rassicura, ma mi sembra un gesto premuroso il suo. Credo sia preoccupata per me, vorrei avere pensieri gentili anche io da rivolgerle, ma il massimo che posso fare è fissarla dritta in volto e dirle la verità, perché temo che presto avrà a che fare con un uomo davvero agitato e senza controllo. «Soffro di claustrofobia, capisci?».
Il viso della ragazza si fa un po’ più teso, non posso darle torto in fondo. Vorrebbe essere a chilometri da qui e anche io.
Comincio a camminare per i pochi centimetri che vanno da una parete all’altra dell’ascensore, in pratica sto quasi fermo. Frustrante, destabilizzante, devastante. Sento che i polmoni si stanno strizzando, smetteranno di funzionare presto e io cadrò qui dentro preda di un inevitabile attacco di panico.
«Fa’ un lungo respiro, ci tireranno fuori in un baleno, vedrai».
«Lo credi davvero?». Questa ragazza, pur avendo compreso che sono in difficoltà, non si rende conto di quanto. Sto per dare di matto qui dentro, vorrei prendere a pugni le pareti e gridare, e invece mi manca il fiato. Mi tolgo la cravatta, sperando che questo mi permetta di respirare meglio, ma non funziona. Agitarmi in questa scatola di metallo non mi aiuta.
«Ma certo, siamo in un palazzo pieno di uffici. Qui tutti producono, producono, affari, affari… Gli servono gli ascensori per accumulare euro. Ci tireranno fuori presto».
Dovrei esserle grato, invece questa sua voce delicata e queste sue parole di conforto mi fanno innervosire ancora di più. Sono ingiusto, ma sto per morire, ne ho diritto, accidenti. Tra me e me sto ringhiando, proprio come un animale in trappola. Nonostante tutto provo ad abbozzare un mezzo sorriso alla mia improvvisata coinquilina, ma non è che mi riesca proprio bene. Penso che mi sia uscita una smorfia. Ma continuo ad avere il mal di testa che mi trafigge e il panico che mi assale, non può pretendere più di così.
E lei che fa? Si presenta! Adesso. Non ho tempo per le presentazioni, voglio uscire da qui e dimenticarmi di lei e di questo posto infernale.
«Ciao, sono Sara De Michele».
«Mi chiamo Daniel, Daniel Gant». Le rispondo senza entusiasmo, non mi interessa sapere come si chiama né dirle come mi chiamo io. Non diventeremo amici, non ci vedremo mai più una volta usciti da qui e io voglio uscire da qui. Merda.
«Piacere Daniel, ora… Cerchiamo di rilassarci, ok? Perché non ci sediamo, ti va?». Si accomoda per terra e io ora come faccio a far finta di camminare in questo spazio angusto? Accidenti, sto per gridare davvero.
«Soffro di claustrofobia. Morirò qui dentro». Ecco l’ho detto, spero che afferri la gravità della situazione.
«Dovresti provare a rilassarti, vedrai che fra pochi minuti saremo fuori». Mi prende per mano e mi costringe a sedermi accanto a lei. Una presa garbata ma ferma, la ragazza ha le idee chiare. Beata lei.
«Non so quanto potrò resistere. Sono già rimasto chiuso in un ascensore in passato». Adesso mi tocca anche fare conversazione? Nessuno ci porta un tè e dei pasticcini? Sul serio, io non sono così, ma il mal di testa mi uccide e l’attacco di panico che sto cercando di controllare sta per avere la meglio su di me, non è un gran momento per il sottoscritto e non riesco a essere affabile come al mio solito.
«E che cosa è accaduto?»
«Credimi, è meglio non saperlo».
E Sara che fa? Comincia a parlare di spiaggia, di onde, vuole distrarmi con qualche immagine da cartolina? Ma per favore.
«Che fai nella vita?». Ecco, parlami di te e ti prego basta cavolate. Chiudo gli occhi cercando di non ascoltarla.
Ma qualcosa attira involontariamente la mia attenzione. Apro gli occhi di scatto. Mi ha appena raccontato la sua mattinata piena di casini, io sono incappato per sbaglio nella sua vita? «Grandioso, per errore sono capitato nel tuo Triangolo delle Bermude!».
«Stai insinuando che porto sfortuna?». Finalmente perde la sua patina di brava ragazza e tira fuori i denti, io è da un pezzo che vorrei farlo.
«Dico che l’ascensore si è bloccato durante il tuo incubo personale».
«Io sono entrata nel tuo ascensore per seconda, forse ce l’aveva con te». Mette il broncio e incrocia le braccia. Per la prima volta credo di vederla davvero. È buffa, e adesso che fa l’arrabbiata diventa simpatica e umana. Quel suo fare da crocerossina era fastidioso. Ora riesco a sorridere e ad ammorbidire il tono della mia voce, mi sento stranamente più calmo. «Potresti avere ragione, dopotutto gli ascensori non mi amano. Cerco sempre di evitare di prenderli se mi è possibile, ma sai… a volte non ci sono alternative! Grattacieli… tanti piani…».
«Stai cercando di fare dell’ironia?»
«Guarda che io sono un tipo spiritoso solitamente, ma credimi, faccio una grande fatica in questo momento».
«Temevo di essere io il problema».
Sono più calmo forse, ma fa un caldo infernale qui dentro. Mi sbottono la camicia, e noto che Sara non stacca gli occhi da me. Ci sono abituato, succede sempre così, credo che neppure lei sia immune al mio fascino. Tipico.

Scambiamo qualche parola sul suo colloquio andato male e ci studiamo diligenti, senza molto altro da fare.
E poi quando le chiedo: «Perché mi fissi così?», lei sobbalza, fa tenerezza perché sa che l’ho colta in flagrante.
Ma la sua risposta è sincera e per questo avverto ancora più benevolenza nei suoi confronti.
«Ho visto alcuni tuoi servizi fotografici».
«Quindi sai chi sono?»
«Diciamo di sì, ma onestamente non mi ricordavo il tuo nome. Intendevo che non sono una che legge molto le riviste di moda, è mia sorella Virginia l’esperta». Si è istintivamente morsa il labbro in evidente difficoltà, e ho provato un sussulto al cuore, una cosa inaspettata, credo dipenda dal fatto che sto per morire asfissiato, oppure non so... quel gesto mi ha fatto provare qualcosa. Era sexy e mi è piaciuto.
Continuiamo a parlare, ma in verità la osservo con maggiore attenzione. Ha delle belle labbra, carnose, penso soffici. Ma uno scossone terribile sconquassa il nostro piccolo mondo, e mette fine ai miei pensieri sulla sua bocca.
Cazzo, stiamo precipitando. Scatto in piedi tremando, non ce la faccio più, non riesco a controllarmi. Ho perso la mia battaglia, ora perdo i sensi. Mi troveranno spiaccicato su questo pavimento lercio, tra le braccia di un’infermiera improvvisata dal broncio buffo e intrigante. Forse dopotutto non è una brutta morte.
«Mi sento male, mi manca l’aria». Giubbotto e camicia sono diventati insopportabili, ho la pelle che brucia. Me ne sbarazzo. Non mi importa rimanere a torso nudo, chi se ne frega della decenza e delle buone maniere, sto letteralmente andando a fuoco.
«Calmati, ti prego, vedrai…». È spaventata, io l’ho spaventata con il mio atteggiamento e anche lei come me è bloccata qui. Sono un fottuto egoista, ma proprio non riesco a essere generoso ora. Sono in tilt.
«Non capisci, non respiro».
Ecco un altro scossone. Forse quello definitivo prima di precipitare. «Mi manca l’aria!», continuo a ripetere come un ossesso.

Sara De Michele mi sorprende e lo fa nel modo più incredibile e pazzesco. Le sue labbra si attaccano alle mie, senza nessun preavviso, senza nessuna esitazione. Un secondo prima è distante da me, quello dopo si preme sul mio corpo e la sua bocca generosa accarezza la mia, con audacia, ma anche con timore. Mi piace, dannazione, se mi piace. Ricambio il bacio con curiosità e interesse, e la sua morbidezza è quello che ci vuole, il mio cuore batte forte ma non per la paura di morire, bensì per la voglia che all’improvviso ho di lei. Cerco i suoi fianchi e li accarezzo, mentre la attiro ancora più a me. I miei sensi sono all’erta. Sto andando a fuoco, di nuovo, ma per il motivo giusto questa volta. Lei è carina, anzi ora che ci penso mi sembra più che carina, mi sembra uno schianto e come mi bacia... Mi manda su di giri... Non mi importa più della claustrofobia, del mal di testa, dell’ascensore, di niente, la sto divorando e questo mi esalta.
«Scusate, disturbiamo?».
Sara e io ci voltiamo di scatto per trovarci di fronte a un vigile del fuoco che sghignazza. Non mi sono accorto di nulla. Ma che mi ha fatto questa ragazza? È una strega forse? Sono sotto un incantesimo?
La mente torna a farsi lucida e vedo che Sara, tutta rossa, cerca di ricomporsi come può. Così mi ricordo che sono a torso nudo. Chissà che impressione diamo, ma che mi importa, anzi quasi quasi suggerisco al pompiere di andarsene per riprendere da dove ci siamo interrotti. Ma davvero sto pensando questo? Sgrano gli occhi sorpreso e lancio uno sguardo furtivo a Sara. Ha le guance viola e il capo chino, si vergogna, è così evidente e mi fa tenerezza. Poco fa era una donna intraprendente e focosa, e ora pudica e innocente. Chi sei Sara De Michele?
Esce dall’ascensore per trovarsi davanti un muro di persone e io con lei. Mi hanno riconosciuto sicuramente, e di certo i nostri atteggiamenti compromettenti ci mettono in una posizione scomoda. Sono un po’ infastidito e l’istinto di proteggerla viene a galla improvviso, ma mi sento di ringraziare il vigile del fuoco, in effetti sono fuori dall’ascensore e questo mi permette di respirare di nuovo aria pura, o quasi.
«La ringrazio per l’aiuto. Soffro di claustrofobia e la signorina…».
«Sì, ho capito, faceva la respirazione bocca a bocca». Non dovrei ridere ma c’è qualcosa di vero in questa battuta e quindi sfodero la mia risata di circostanza, non una vera risata, ma di quelle che uso per le videocamere e le interviste. «Qualcosa del genere, sì!».
D’istinto cerco lo sguardo di Sara perché mi sento in colpa verso di lei, che infatti sta sgattaiolando via, lontano da tutti noi e dal suo terrificante imbarazzo. Che stupido sono.
Ringrazio ancora, poi le corro dietro, giù per le scale. La chiamo. Ma lei non si ferma. Ci credo, non vuole vedermi e ha ragione. Ho riso di lei poco fa, ma l’ho fatto per stare al gioco.
Eccola, la vedo. Non riesco a fare a meno di toccarla e così la blocco per un braccio e la costringo a fermare la sua assurda corsa. «Perché sei scappata in quel modo?». Conosco il perché, l’ho letto sul suo volto, ma troverei rassicurante sentirlo da lei.
«Sono scappata perché ero imbarazzata e… ok… mi devo scusare... Ho letto da qualche parte che baciare aiuta a calmare chi soffre di attacchi di panico e così ho pensato che fosse una cosa da provare. Non volevo baciarti, ma solo aiutarti. Non vado in giro a baciare estranei negli ascensori e senza camicia… e neppure con la camicia… negli ascensori intendo… sto straparlando». Balbetta e lo fa con un rossore che la rende incantevole. Per un attimo mi sento di nuovo rapito da lei e da questa sua ingenua dolcezza.
Ma poi una risata mi esplode in bocca, allegra, la mia vera risata, quella che riservo per i pochi intimi. Le accarezzo il viso, lo faccio senza pensarci, ha la pelle di seta. «Calmati, ho capito cosa intendi e ha funzionato, mi sono davvero distratto. Baci bene».
«No, dico, vuoi vedermi diventare rossa come un peperone? Vorrei evitarlo, ti prego».
«Va bene, certo che sei buffa».
«Proprio quello che ogni donna di questo mondo vorrebbe sentirsi dire dopo essere stata baciata. Scherzo, dài».
Finalmente la tensione si è allentata e stiamo bene, è tutto normale, è tutto a posto, tranne il fatto che vorrei baciarla ancora. Che strano.
Come è strano che, pur non conoscendola, voglio rivederla, per una volta, per due volte, per mille volte, non lo so, ma non voglio che sparisca, desidero che ci sia ancora nel mio futuro per un po’.
«Mi dai il tuo numero di telefono?»
«E per cosa?»
«Come per cosa?».
Mi sta fissando interdetta, non capisce davvero, non crede mi interessi sul serio. Mi viene da ridere, ci sono donne che farebbero carte false per essere chiamate da me e lei tentenna. «Dammi il tuo numero, su. Così uno di questi giorni ti invito a cena per ringraziarti di avermi fatto superare un attacco d’ansia. Hai i tuoi metodi, ragazza, e funzionano».
«Va bene allora, puoi chiamarmi quando vuoi…». Sembra frastornata, una reazione che riconosco. «Non intendevo per baciarti, eh?». Adesso si affloscia come un soufflé. «Lo so, sono buffa».
«Un po’, tendi sempre a spiegare tutto, ma qui non c’è niente da spiegare, mi va di invitarti a cena. Che c’è di male?»
«Niente».
Finalmente mi accontenta e ho il suo numero di telefono. Questa giornata ha preso una piega davvero positiva. Poco fa pensavo di morire soffocato e ora pregusto una serata con Sara. Voglio baciarla ancora, voglio sapere qualcosa di lei. La voglio.
Scendiamo le scale vicini, scambiando qualche parola e poi mi succede quello che capita spesso, vengo accerchiato da una nuvola di fan che chiedono un mio sorriso, un mio autografo, un mio abbraccio e la cosa non mi dispiace. Anzi, mi rende felice. Così le assecondo, ma faccio in tempo a sbirciare Sara che esce da «Inside Look» e a strizzarle l’occhio.
Lei non lo sa, ma con me la signorina Sara De Michele non ha ancora finito.
Anzi, tutto deve cominciare ancora.

Spero che vi sia piaciuta e vi siate divertiti durante questo blogtour! Domani scadrà il termine per partecipare e sperare di aggiudicarsi una delle due copie cartacee messe in palio! Per chi si fosse perso qualcosa ecco un breve riepilogo delle tappe e delle regole per partecipare


21 Aprile - 1° Tappa: Presentazione + Incipit, Lettrici Impertinenti
22 Aprile - 2° Tappa: Estratti, Il rumore dei libri
23 Aprile - 3° Tappa: Playlist + Fancast, Coffee&Books
24 Aprile - 4° Tappa: Intervista a Daniel&Sara, Starlight Book's
25 Aprile - 5° Tappa: Intervista all'autrice, Bookish Advisor 
26 Aprile - 6° Tappa: Le ricette di Nonna Glicine, Romanticamente Fantasy
27 Aprile - 7° Tappa: Extra, Stelle nell'Iperuranio

Le regole obbligatorie da seguire per partecipare.
1) Diventate LETTORI FISSI di tutti i blog partecipanti.
2) Condividere il blogtour su un qualsiasi social.  
(Potrete farlo tutti i giorni, per una volta al giorno).
Assicuratevi di avere la privacy del profilo pubblica in modo da poter controllare le condivisioni.
3) Commentate tutte le tappe del BlogTour.
4) Mettete “Mi piace” alla pagina Facebook della Newton Compton.
5) Mettere "Mi piace" alla pagina Facebook di Patrisha Mar.

giovedì 21 aprile 2016

Segnalazione Made in Italy + Blogtour: Ti ho incontrato quasi per caso di Patrisha Mar

Con grande gioia vi annuncio che da oggi è possibile trovare in digitale, ma presto potrete avere anche il cartaceo, del nuovo libro di Patrisha Mar seguito da La mia eccezione sei tu! Per festeggiare questa nuova uscita da blogger eccezionali e attivissime è stato organizzato un fantastico blogtour con in palio due copie cartacee al quale sono onorata di partecipare!!! Rimanete sintonizzate e seguite tutte le tappe, saranno presenti approfondimenti ed extra da togliere il fiato!!!

Ti ho incontrato quasi per caso
Patrisha Mar
Newton Compton Editori
 e book - € 4,99 - 210 pg
cartaceo - € 9,90 - 256 pg
Daniele e Sara sono a Gubbio, per trascorrere la vigilia di Natale. Il clima è sereno, la coppia sembra perfetta, tanto che si comincia già a parlare di nozze... Almeno fino al momento in cui Daniele non riceve dal suo agente un copione da leggere: lo vogliono come attore in un film. All'inizio tergiversa, non vorrebbe allontanarsi da Sara, ma l'occasione è troppo ghiotta e così, dopo molti tentennamenti, accetta il lavoro. Gli manca però il coraggio di rivelarlo a Sara. Quando lei lo scopre, il rapporto pare incrinarsi, ma la crisi rientra presto. In realtà c'è un altro uragano in arrivo. Si chiama Matteo, è un cugino di Daniele che lui non sopporta, e chiede ospitalità in attesa che finiscano i lavori a casa sua. Ed è allora che arriveranno i veri guai...

Ed ecco le tappe e le regole per partecipare al favoloso Blogtour

Di seguito le regole obbligatorie da seguire per partecipare.
1) Diventate LETTORI FISSI di tutti i blog partecipanti:
Stelle nell'iperuranio
2) Condividere il blogtour su un qualsiasi social.  
(Potrete farlo tutti i giorni, per una volta al giorno).
Assicuratevi di avere la privacy del profilo pubblica in modo da poter controllare le condivisioni.
3) Commentate tutte le tappe del BlogTour.
4) Mettete “Mi piace” alla pagina Facebook della Newton Compton.
5) Mettere "Mi piace" alla pagina Facebook di Patrisha Mar.

Partecipate numerosi e fatemi sapere cosa ne pensate!! 
Intanto vi lascio in compagnia di Daniel!!

mercoledì 13 aprile 2016

Recensione: Mi sposo a New York di Cassandra Rocca


Mi sposo a New York (#3)
Cassandra Rocca
Newton Compton Editori (gli Insuperabili)
€ 5,90
320 pg

È possibile rinunciare per sempre a un sogno? Liberty Allen non ha dubbi: la risposta è sì. Dopo aver provato il dolore cocente di continue delusioni, ha deciso di trasformarsi in una donna razionale e controllata, ben lontana dalla ragazzina romantica e affamata d'affetto che era in passato. Adesso è serena, ha un lavoro soddisfacente ed è in procinto di sposarsi con un uomo perfetto per le sue attuali necessità. Ha detto addio a tutto ciò che può incrinare la sua determinazione: i legami troppo profondi, le emozioni incontrollabili, il romanticismo. E il cibo, che per tanti anni è stato per lei un surrogato dell'amore, una dipendenza sbagliata che ha faticato a sconfiggere e che ora vede come una debolezza da evitare a tutti i costi. Ma quando Zack Sullivan ritorna nella sua vita, ogni certezza inizia a vacillare, mandandola in confusione. Perché Zack rappresenta tutto ciò che lei vuole evitare: è un pasticciere, è peccaminosamente attraente ed è determinato a insinuarsi nelle incrinature della sua armatura, nella speranza di riportare alla luce la Liberty di un tempo - quella che lo amava ingenuamente e senza speranza quando lui era solo un ragazzino ambizioso - e ritrovare un'antica complicità che può rivelarsi pericolosa per entrambi...


Terzo volume della serie ambientata a New York di Cassandra Rocca, questa volta i protagonisti sono la algida e austera Liberty, proprietaria del negozio Giftland e amica di Zoe e Clover, e Zack, pasticcere per vocazione grande amico di Cade.

Selfpublishing Made in Italy: Nel labirinto di Elena Cabiati

Eccomi qui!!!! Ebbene si ogni tanto mi faccio viva, ma che volete che vi dica la vita mi sta sballottando di qui e di lì, un viaggio a folle velocità sulle montagne russe e il mio povero angolo tra le stelle ne risente, ma oggi rispolvero la mia cara e vecchia rubrica, la prima a essere serializzata sul blog, e vi presento il seguito di un libro che diversi anni fa mi colpì tra gli scaffali della mia libreria di fiducia ed ora continua il suo viaggio tramite la autopubblicazione. 

Quindi ecco a voi il seguito del La viaggiatrice di O (Qui la recensione) opera della torinese Elena Cabiati che ha deciso di accompagnare la sua opera con la cover del noto, a chi bazzica il mondo dei libri fantasy, Paolo Barbieri.

La viaggiatrice di O #2
Nel labirinto
Elena Cabiati
€ 4,99 - 353 pg


"Non cercate il mistero lontano da voi,
è nascosto nel sole che tramonta per sorgere di nuovo,
negli occhi dei vecchi che restano bambini,
nella treccia dorata dell’Amore,
lunga e sciolta per scalare le sue torri.
Non cercate i segreti su strade buie, tra parole difficili,
cercateli scolpiti sui muri o dipinti mille anni fa.
Cercateli nelle fiabe,
dove tutto ciò che è piombo può ancora trasformarsi in oro.”