sabato 29 dicembre 2012

Recensione: Fragility di Rebecca Maizel


Fragility (Vampire Queen #2)
Rebecca Maizel
Sperling & Kupfer
€ 18,90
325 pg

Miracolosamente sopravvissuta al rituale con cui ha ridato la mortalità all'amico Vicken, Lenah torna al campus di Wickham. Vuole riprendere in mano la sua vita da adolescente insieme con il fidanzato Justin e dimenticare il passato, i cinquecento anni trascorsi come Regina della Congrega dei vampiri di Hathersage. Ma al campus due sorprese la attendono: una spietata vampira pronta a tutto pur di apprendere il segreto del rituale, e Rhode. Il grande amore di Lenah è ancora vivo, ed è umano, proprio come lei.

Avevamo lasciato Lenah intenta a realizzare per Vicken lo stesso rituale che Rhode aveva utilizzato nel primo volume per renderla mortale. L’intenzione della ragazza era quella di sacrificare la propria vita per riportare in vita l’uomo che per quasi cento anni è stato di consolazione al suo cuore. Ma il rituale non uccide Lenah pur riportando in vita Vicken. A questo punto il dubbio si insinua nella ragazza, allora anche Rhode da qualche parte è vivo e veglia su di lei. Perché allora non ha voluto condividere con la sua anima gemella la mortalità riacquistata? Purtroppo il momento dell’incontro tra i due amanti avviene di fronte alle Eridi, entità rappresentanti i quattro elementi che intervengono quando il mondo soprannaturale viene scosso da avvenimenti che potrebbero alterare l’equilibrio naturale. Rhode e Lenah hanno utilizzato una magia complessa che comporta il riportare in vita anime ormai morte e per questo crimine devono pagare. A Lenah viene data l’opportunità di scegliere, ritornare alla notte in cui Rhode ha rapito la sua vita o continuare a vivere in quest’epoca ma lontana dal suo unico amore. Seppur a malincuore Lenah sceglie quest’ultima possibilità, continua quindi la sua vita da umana, cerca di ricucire il rapporto con Justin, che il ritorno di Rhode ha inevitabilmente indebolito, e Vicken diventa il suo migliore amico. Rhode fedele alla richiesta delle Eridi le sfugge pur non potendo restare troppo lontano da lei. L’arrivo di un vampiro, creato nell’ultima Nuit Rouge della vita di Lenah vampira, alla ricerca del rituale e del potere che da esso deriva, spinge la ragazza verso una battaglia che sconvolgerà la pacifica vita del college e metterà in discussione le scelte da lei compiute in tutte le sue vite.

Premetto che ero convinta che questa fosse una duologia quindi grande è la mia sorpresa quando sul finale e nei ringraziamenti scopro che in realtà questo non è altro che il secondo volume di una trilogia. Avevo molto amato il primo libro e aspettato con impazienza questo seguito che purtroppo mi ha lasciato delusa. La delusione maggiore è dovuta ai personaggi, infatti la vicenda comunque è ben costruita e soprattutto abbastanza originale, ma dei personaggi vivi del primo volume ho ritrovato solo l’ombra. Il guerriero Vicken conosciuto in eEernity che mi aveva fatto propendere per lui nella corsa al cuore di Lenah, in questo libro assume il ruolo del classico amico esaltato e fanfarone, il bulletto del gruppo. Un peccato viste le premesse, capisco la scelta di affidargli il ruolo di amico, perché altrimenti la scena romantica sarebbe stata un pochino affollata, ma privarlo totalmente di spessore in questo modo mi ha molto delusa. Così come Rhode che continua a fuggire invece di affrontare la situazione; dove è finito il cavaliere dell’Ordine della giarrettiera, del motto “Sia vituperato chi ne pensa male”? E dove è finita Lenah, la regina dei vampiri? È rimasta solo questa ragazzina che non riesce a seguire le più elementari regole di sopravvivenza. Il comportamento di Justin ha un suo perché, che non vi voglio svelare, però anche lui ha perso molto del suo charme. Insomma un libro che mi ha lasciato delusa e che ho portato a termine solo perché desiderosa di passare ad altro. Forse l’unica cosa che mi è piaciuto è il finale, semplicemente perché è inaspettato e lascia aperte molte ipotesi sull’ultimo volume. Decisamente devo smetterla di caricare di troppe aspettative i seguiti dei libri che ho amato, infatti il più delle volte ricevo un brusco risveglio. Spero che l’ultimo volume possa riappacificarmi con i personaggi.
La copertina non mi dispiace, Lenah ama i fiori, le erbe quindi improntare le copertine su questa strada non è un’idea malvagia, però perché i tulipani? perché Odette, il vampiro malvagio, era olandese? Se questa fosse la risposta ne rimarrei profondamente delusa.


Voto: 3/5 (Piacevole passatempo)

Questa recensione partecipa alla Hogwarts reading challenge e questo post fa parte della casata dei GRIFONDORO

2 commenti:

  1. Risposte
    1. guarda decisamente il primo mi è piaciuto molto di più!

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