lunedì 21 luglio 2014

Recensione: Shadowhunters. Città del Fuoco Celeste di Cassandra Clare


Shadowhunters. Città del Fuoco Celeste 
Cassandra Clare
Mondadori (Chrysalide)
€ 17,00
734 pg


Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l'oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre, uniti da un legame profondo e indissolubile, sono costretti a cercare un altro mondo dove l'estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l'amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.


Shadowhunters. Ti entrano nel sangue, sotto la pelle.

Città di Fuoco Celeste è il 6° libro della serie The Mortal Instrument, nono libro della serie degli Shadowhunters, undicesimo se consideriamo anche il Codice e i racconti di Magnus Bane. Quindi a chiunque abbia letto questo libro le avventure di questo gruppo di cacciatori di demoni, che si muovono nell’oscurità del nostro universo, a cui scorre parallelo un altro fatto di mostri e nascosti, sono entrate nel sangue e non può più farne a meno. Ogni libro quindi viene atteso dagli appassionati con grande trepidazione e divorato in pochi giorni, dopodiché ricomincia l’attesa per il prossimo capitolo. Infatti Cassandra Clare ha già in programma altre tre serie: The Dark Artifices, ambientato a Los Angeles, 6 anni dopo COHF con protagonisti Emma e Julian, che abbiamo già imparato a conoscere ed amare;  The Last Hours i cui protagonisti sono James e Lucie Herondale, i figli di Will e Tessa: The Wicked Powers ambientato 3 anni dopo la fine di The Dark Artifices ma di cui si sa ben poco al momento. Quindi miei cari Shadowhunters per almeno altri 10 anni stiamo tranquilli che la Clare saprà torturaci a dovere. Ritornando a COHF (City of Heavenly Fire), anche questa volta sadica-Clare ha colto nel segno regalandoci una conclusione con molti colpi di scena, battaglie, siparietti ironici, ma soprattutto tanto dolore e anche tanto amore. Perchè ogni libro di Cassandra e degli Shadowhunters ha queste due componenti fondamentali, i cardini su cui si regge l’intera storia.


Abbi cura del tuo parabatai: è un legame prezioso. Tutto l’amore è prezioso. È la ragione per cui facciamo quello che facciamo. Perché combattiamo contro i demoni? Perché loro non sono validi custodi di questo mondo? Cosa ci rende migliori? È il fatto che loro non costruiscono, distruggono. Non amano, odiano. Siamo umani e fallibili, noi Shadowhunters, ma se non avessimo la capacità di amare, non potremmo proteggere gli umani, per prenderci cura di loro dobbiamo amarli.

Purtroppo vi avverto questa recensione sarà piena di SPOILER quindi se non volete sapere cosa succede girate al largo. Innanzitutto una piccola critica concedetemela: i troppi POV e i cambi di scenari. In questo libro mi è parso che la Clare mettesse in campo troppi personaggi, troppi avvenimenti, ciò ha fatto si che a volte non riuscisse a tenere correttamente in mano le redini della storia, causando qualche dispersione ed anche trascurando a volte i personaggi che tanto amiamo. E poi questa donna è veramente sadica, ci tortura per mesi annunciando che nel libro ci sarebbero state 6 morti importanti e poi, diciamoci la verità, solo tre ci hanno colpito veramente al cuore, le altre sono molto trascurabili, ed una in fin dei conti ce l’aspettavamo. Sono rimasta molto delusa da come ha gestito la faccenda Jordan-Maya. Mi piaceva il pretor Jordan e la sua morte mi ha lasciata un pò sconvolta anche perché avviene all’inizio della storia e così repentinamente che quasi non te ne accorgi; ma soprattutto il comportamento di Maya mi ha lasciato perplessa così in disaccordo con i precedenti volumi e con l’idea che mi ero fatta della loro storia d’amore, per poi metterci come colpo di grazia il mezzo flirt con tale Bat, che a dir il vero non mi ricordavo nemmeno esistesse. L’altra morte che mi ha colpito e per cui sono rimasta molto male è Raphael, adoravo il vampiro e sono molto curiosa di leggere i racconti di Magnus Bane e scoprire così i retroscena di tale bizzarra amicizia. Forse la morte più toccante è, senza ombra di dubbio, quella di Sebastian, o meglio Jonhatan e voi che avete letto sapete il perchè.
Per quanto, crudele, infame, bastardo, uno dei peggiori, o migliori, cattivi che la storia degli Shadowhunters ricordi, Sebastian nella sua completa pazzia sicuramente è un personaggio affascinante e che, in un certo senso, riscuote simpatia e ammirazione. In realtà pur negandolo a se stesso, Sebastian è alla disperata e contorta ricerca di amore, vuole essere amato per quello che è, un essere creato da Valentine che ha corrotto la sua anima quando era ancora nel grembo materno; se a Sebastian fossero state date l’opportunità di Clary siamo certi che sarebbe stato veramente il mostro che è diventato? Sebastian è il figlio di Valentine e, come nei migliori dei casi, l’allievo ha superato il maestro. Un allievo che però vede nella sorella l’unica sua opportunità di essere completo e felice, solo per lei, per averla finalmente al suo fianco decide di regnare all’Inferno piuttosto che servire in Paradiso. Per avere al suo fianco la sua Regina. E poi quando tutto precipita gli occhi cambiano, il nero lascia il posto al verde e tu ti senti strappare il cuore insieme al suo. Ecco cara Cassandra un colpo così non me lo sarei mai aspettato.
E poi c’è tutta la combriccola dei cacciatori Clary, Jace, Alec, Isabelle e poi Simon e Magnus, potrei parlare di loro all’infinito ed ancor a avrei molto da dire, soprattutto sui Malec, la mia coppia preferita dell’intera serie degli Shadowhunters. Quindi non vi tedierò con l’esprimere la mia immensa ammirazione per questi personaggi ma vi parlerò dell’aspetto fondamentale di questo libro che li riguarda. Mentre in Città delle anime perdute il punto fondamentale su cui si reggeva l’intero libro era l’amore in tutte le sue sfaccettature, in questo caso sono i legami che uniscono i diversi personaggi. Non dico solo legami d’amore, bensì l’affetto che si instaura tra gli amici, quelli veri, quella famiglia che ti crei con le persone che scegli di avere al tuo fianco. Ecco quindi che Jace sarà sempre affiancato da Alec e Izzy, anche se decide di andare praticamente all’Inferno e lo stesso Simon con Clary.  Raphael cerca con tutte le sue forze di liberare Magnus pagando con la vita l’incertezza tra il salvare la sua o quella dello stregone.
Ecco che Emma Carstairs decide di rimanere accanto al suo migliore amico Julian Blackthorn ed aiutarlo a crescere i fratellini ormai rimasti orfani sia di padre che dei fratelli maggiori.  Ma vogliamo parlare di Emma e Julian, i prossimi protagonisti, che a soli 12 anni in questo libro si fanno veramente amare? Con pochi incontri, con poche sequenze, ma determinanti per comprendere il loro carattere, la loro unione, l’affetto che li lega e la forza che scaturisce da questo affetto, sono certa che ci faranno sognare e patire, perché diventeranno parabatai e come tali la legge vieta loro di innamorarsi, ed ho detto tutto. In questo libro ritornano anche i personaggi amati della serie Le Origini, Tessa e Jem, soprattutto quest’ultimo sarà determinante nelle  sue brevi apparizioni, anche nel rapimento del gatto Church!!
Quello che però colpisce maggiormente in COHF è la grande crescita che hanno compiuto i diversi personaggi, sono diventati completamente diversi da coloro che abbiamo avuto modo di conoscere all’inizio in Città di Ossa, hanno mostrato i loro pregi ma soprattutto le loro debolezze, e grazie a queste sono divenuti più forti, sono diventati più uniti, un gruppo compatto difficile da sciogliere, anche quando un demone ci mette lo zampino e provvede ad allontanare Simon! Ma se si ricordi si possono cancellare non lo stesso vale per i sentimenti che albergano nel profondo dei cuori.

… e piangeva per se stessa e per come era cambiata, perché a volte perfino cambiare in meglio veniva percepito come una piccola morte.

In conclusione un libro che a parte qualche piccola pecca, ma alla Clare possiamo perdonare tutto o quasi, non deve assolutamente mancare nella libreria di ogni vero Shadowhunters. Leggetelo. Leggetelo. Leggetelo e vi aspetto per fangirlare tutti insieme.


VotoServiamo liberamente perchè amiamo liberamente


N.B. L’edizione italiana è mancante delle strisce disegnata da Cassandra jean e che sono comparse in alcune edizioni. Ve le inserisco sul fondo e  vi auguro buona lettura.


The Wedding

Deleted Scenes


4 commenti:

  1. Devo scriverne la recensione anche io ma sono ancora troppo emozionata! Mi è piaicuto tantissimo e non vedo l'ora di leggere di Emma e Julian!

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    1. Guarda anche per me è stato difficile scrivere questa recensione, ad un tratto ho dovuto smetterla altrimenti avrei imperversato ancora a lungo! Emma e Julian ci faranno soffrire moltissimo, peggio di Clary e Jace!

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  2. favolosa recensione e grazie per aver postato i disegni che da noi non ci sono... che peccato:(((

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    1. una grande perdita quei disegni mancanti!!!

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