SCENA INEDITA DI "LA MIA ECCEZIONE SEI TU"
Daniel pensa a Sara
di Patrisha Mar
Le luci della città brillavano come lucciole in una notte fatata. Uno scorcio di Sydney si apriva dinanzi a lui, mentre Daniel infilava le mani nelle tasche dei jeans a vita bassa e appoggiava la fronte al vetro freddo. Stava sorridendo, non riusciva a smettere di farlo da giorni. E gli succedeva sempre quando pensava a lei, Sara De Michele. Quella ragazza dalla lingua tagliente, dallo sguardo impertinente e dalle curve generose nascoste sotto un anonimo tailleur.
Sollevò il capo e i suoi occhi si persero sul panorama che gli sembrava ipnotico ed estraneo insieme. Talvolta gli succedeva di provare la sensazione di essere nel posto sbagliato, di essere stanco del suo continuo viaggiare, ma durava solo un attimo, il tempo di apprezzare la sua grande fortuna, e il disagio di non appartenere a nessun luogo svaniva. Viaggiare e gratis era un privilegio che pochi potevano permettersi ed era grato ogni giorno per essersi costruito una reputazione nel mondo della moda tale da poter girare e conoscere nuove realtà senza preoccuparsi di far quadrare il bilancio.
Daniel Gant si avvicinò al divano di pelle nera, proprio al centro dell'ampia sala open space di un attico. Una lampada da terra rischiarava la penombra, gettando una calda tonalità tutta attorno. L'uomo si sdraiò comodamente e incrociò le mani dietro la nuca. I muscoli scolpiti si tesero mostrandosi in tutta la loro incredibile armonia, enfatizzata dall'assenza di una maglietta a coprirli.
Socchiuse le palpebre e gli venne spontaneo tornare con la mente in quell'angusto ascensore condiviso per alcuni minuti con una ragazza incredibile. Raramente era rimasto spiazzato nel giudicare qualcuno, ma era successo proprio lì, il giorno in cui si era recato a Inside Look per concordare il nuovo servizio fotografico in uno splendido resort in Francia.
Quando le aveva tenuto aperte le porte dell'ascensore, lo aveva fatto per pura cortesia, un gesto non premeditato, che gli era venuto spontaneo. Era nella sua natura essere gentile, ma in tutta onestà non l'aveva degnata di uno sguardo, almeno fino a che non era successo l'impensabile. L'ascensore si era bloccato. Poco importava il motivo, lui era rimasto intrappolato lì dentro. Già si vedeva soffocare, stramazzare al suolo e finire sui giornali. Noto modello trovato agonizzate sul pavimento di uno stramaledetto ascensore che aveva deciso di guastarsi proprio quando lui, claustrofobico, ci si era trovato dentro. Un bel guaio davvero per la sua immagine e la sua sanità mentale.
Ma la differenza l'aveva fatta Sara, che parlandogli e punzecchiandolo lo aveva distratto e aveva in qualche modo rallentato il battito accelerato del suo cuore e la sudorazione eccessiva.
E prima che si aprissero le porte, salvati provvidenzialmente dai pompieri, Sara lo aveva baciato, sorprendendolo totalmente. Lo aveva fatto con l'unico scopo di calmarlo dopo l'ennesimo scossone preoccupante che preannunciava una caduta libera e una morte atroce.
E che bacio. Ne era rimasto sconvolto.
Non era la prima volta che baciava una donna poco dopo averla conosciuta, non era mai stato un problema per lui sedurre con uno sguardo, promettere magie grazie a un sorriso sicuro e spavaldo. Era il suo fascino, il bagaglio che si portava addosso.
Ma il bacio di Sara De Michele era stato inaspettato e lo aveva avvinto. La ragazza sapeva usare la lingua e non solo per sputare sentenze o bacchettarlo, o parlargli di onde del mare e luoghi rilassanti. Era una lingua che osava metterlo alla prova, che lo sfidava a giocare, a saggiare, a gustare, con voglia sempre crescente.
Si era eccitato in un istante. E aveva cominciato a contraccambiarla con voracità, voleva toccarla, voleva... cosa voleva?
Ora, solo in quella stanza, si ritrovò a ridere dell'avventatezza della ragazza. Il suo respiro ansante, le sue labbra gonfie di baci e l'espressione smarrita le avevano animato i tratti del viso, l'aveva trovata bellissima. La ragazza del Triangolo delle Bermude. Che tipo particolare!
Era fuggita via da lui vergognosa, dopo essere stata capace di alzare di parecchio la temperatura dentro l'ascensore; per la miseria, correva giù per le scale come una furia.
E Daniel, per la prima volta nella sua vita, aveva inseguito qualcuno, l'aveva inseguita sul serio e ne era stupito. Le aveva chiesto addirittura il numero di telefono. E Sara si era giustificata balbettando che aveva letto da qualche parte che baciare era un buon modo per bloccare un attacco d'ansia. Aveva funzionato, tanto che era perfino arrapato mentre digitava il suo numero sul cellulare per memorizzarlo. Si immaginava di portarla fuori a cena e... Voleva conoscerla e magari baciarla di nuovo, in un ambiente più rilassato e piacevole.
Si sfiorò le labbra con il pollice. Continuando a pensare a lei sentiva di nuovo il suo buon sapore sulla bocca.
Cosa aveva quella ragazza di tanto speciale da lasciarlo ancora senza fiato e perfino dolente? Alchimia, doveva essere quella... e lui ne voleva ancora un po'.
L'unica era rispettare il suo impegno, invitarla a cena. Non avrebbe certo rifiutato, non rifiutava mai nessuna. Magari sarebbe stata una conquista facile, anche se immaginava che forse avrebbe dovuto impegnarsi più del solito. Lo aveva baciato, ma come aveva sottolineato esibendo una buffa balbuzie, non era tipa da baciare gli sconosciuti in un ascensore, da baciare sconosciuti in generale.
Daniel si sollevò di scattò. Sapeva cosa doveva fare.
Prese il cellulare appoggiato sopra il tavolino in cristallo lì accanto e osservò il display mentre un'espressione furba gli arricciava le labbra carnose, labbra che avevano mandato in visibilio le donne di tutto il mondo, insieme ai suoi servizi fotografici e scatti che lasciavano poco spazio all'immaginazione.
Dopo una breve ricerca, ritrovò il numero di Sara, bastava premere un pulsante e flirtare con lei quel tanto che bastava per conquistarla e strapparle un sì. L'avrebbe portata a cena in un locale raffinato e avrebbero parlato. Lui si sarebbe mostrato disponibile e spontaneo, in fondo quello era il suo carattere, nessuna finzione. Gli veniva tutto molto naturale. E poi sarebbe accaduto quello che doveva accadere. Non voleva mettere limiti alla provvidenza. Sentiva solo che con Sara qualsiasi cosa poteva essere bella, lo sentiva dentro, come un sesto senso. L'idea di rivederla lo elettrizzava più di quanto sarebbe mai stato disposto ad ammettere.
Prese un lungo respiro e fece partire la telefonata...