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giovedì 28 aprile 2016

Blogtour "Ti ho incontrato quasi per caso" di Patrisha Mar - Settima tappa: Extra

Benvenuti nel mio piccolo angolo tra le stelle alla settima tappa del Blogtour che accompagna l'uscita del nuovo libro di Patrisha Mar Ti ho incontrato quasi per caso seguito de La mia Eccezione sei tu. Mi scuso per lo scambio di tappe che c'è stato ma abbiamo avuto qualche problemino logistico.
Ma bando alle chiacchiere e via con il contenuto della mia tappa che sono certa state aspettando tutti con grande ansia: un brano inedito scritto appositamente per l'occasione da Patrisha e che racconta la famosa scena dell'ascensore ma vista dagli occhi di Daniel!! Reggetevi forte!

Oggi sono distratto. Sarà questo mal di testa che mi martella le tempie. Mi ci sono svegliato e mi rende particolarmente scontroso, il che non è da me. L’appuntamento con James, il fotografo per cui farò un servizio a Chamonix molto presto, si è appena concluso; per fortuna è un mio amico perché non ero proprio dell’umore adatto e non certo per colpa sua.
Ok, ieri sera ho esagerato con l’alcol. Stella insisteva. Assaggia questo cocktail, è divino... e io l’ho assaggiato, dopo un whisky doppio. Pessima idea. Ho il cervello che fa fatica a funzionare. Quasi quasi vado a casa e crollo sul divano.
Ah, giusto: Stella, per la cronaca, è la ragazza con cui esco al momento. Niente di serio, un paio di appuntamenti e una notte di sesso soddisfacente. Ha un corpo da favola e fa la modella, forse un po’ troppo magrolina per i miei gusti, ma la cosa importante è l’attrazione, e quella c’è, eccome. Però non credo che la nostra frequentazione durerà. In realtà dopo Delphina McDougal non ho avuto che piccole avventure. Non ho incontrato nessuna che mi prendesse al punto tale da impegnarmi e, purtroppo per Delphina, neppure con lei mi sono lasciato andare molto. Una parte di me non è mai stata veramente coinvolta e mi dispiace per questo. Ma sono fatto così.
Sto attraversando l’atrio di «Inside Look» proprio ora, diretto agli ascensori.
C’è una ragazza di spalle che parla con le tre impiegate che, ogni volta che passo, mi squadrano da capo a piedi. Ci sono abituato ormai, sono anche belle, forse troppo costruite per me. Non mi interessano. Passo oltre.
Dicevo che nessuna mi ha preso davvero, forse neppure Delphina, per quanto ci abbia provato. Non credo di essere fatto per l’amore, quello per cui le donne vanno matte. Romantico, appassionato e per sempre. Ho alle spalle una famiglia distrutta per mancanza di amore. L’esempio dei miei genitori mi ha solo insegnato a vivere alla giornata, godermi ogni momento e non cercare per forza qualcuna da adorare. L’amore vero probabilmente neppure esiste. Ma il sesso mi piace e mi basta.
Sono appena entrato nell’ascensore e non vedo l’ora di andare a casa, le tempie pulsano dolorosamente e senza pietà.
A un tratto sento un’invocazione di aiuto. «Fermi».
Istintivamente allungo la mano per bloccare le porte che si riaprono e faccio entrare la sconosciuta che poco fa era all’ingresso di «Inside Look».
«Grazie», mi dice, fissandomi con occhi sorpresi e incuriositi, almeno così mi pare, ma ho ancora un atroce mal di testa e non sono molto lucido. Forse abbozzo un mezzo sorriso, ma non ne sono sicuro. Le do una sbirciata veloce senza reale interesse. Ha un tailleur serioso di un colore che non la valorizza. Noto questi dettagli, è una specie di deformazione professionale. Ha curve generose al punto giusto e un visetto carino, poco truccato. Il mio osservarla finisce qui, ruoto il capo e guardo le porte, sperando che si aprano presto: soffro di claustrofobia. Non amo prendere gli ascensori, anzi, lo odio proprio. Come salire sugli aerei, ma sono costretto a farlo e così mi faccio forza. Cerco di controllarmi, posso riuscirci.

Ecco, perché questi pensieri adesso? Uno scossone e l’ascensore si ferma... Le luci si spengono e una fastidiosa lucetta rossa, parecchio inquietante, si accende. Sembra l’antro per l’inferno.
Ciliegina sulla torta, la sconosciuta si aggrappa al mio braccio per evitare di cadere. Ci guardiamo negli occhi e temo di non riuscire a trattenere il panico che mi sta assalendo. È solo questione di secondi. Già monta dentro di me, sento la gola che si chiude. Mi libero della ragazza e mi avvicino alle porte dell’ascensore, le tocco, quasi potessi aprirle. Ma il nervosismo è tanto. Inizio a colpirle. «Mi sentite? C’è nessuno? Siamo bloccati?».
Mi manca l’aria, devo fare qualcosa!
In maniera frenetica inizio a spingere tutti i pulsanti che trovo sul pannello vicino alle porte, ma non succede niente e mi sento morire. Davvero, comincia a mancarmi l’aria. I polmoni ci provano a inalare ossigeno, a pomparlo nel mio sangue, ma sembra che ogni respiro si faccia sempre più difficile e affannoso. Come se avessi fatto due ore di esercizio nella mia palestra. Deglutisco a fatica, sembra che persino la saliva raschia la gola secca.
Morirò qui dentro, è terribile!
«Non ti preoccupare, vedrai che fra poco ci tireranno fuori da qui». La sua voce mi giunge ovattata, ma avverto la pressione della sua mano sul mio braccio. Non mi rassicura, ma mi sembra un gesto premuroso il suo. Credo sia preoccupata per me, vorrei avere pensieri gentili anche io da rivolgerle, ma il massimo che posso fare è fissarla dritta in volto e dirle la verità, perché temo che presto avrà a che fare con un uomo davvero agitato e senza controllo. «Soffro di claustrofobia, capisci?».
Il viso della ragazza si fa un po’ più teso, non posso darle torto in fondo. Vorrebbe essere a chilometri da qui e anche io.
Comincio a camminare per i pochi centimetri che vanno da una parete all’altra dell’ascensore, in pratica sto quasi fermo. Frustrante, destabilizzante, devastante. Sento che i polmoni si stanno strizzando, smetteranno di funzionare presto e io cadrò qui dentro preda di un inevitabile attacco di panico.
«Fa’ un lungo respiro, ci tireranno fuori in un baleno, vedrai».
«Lo credi davvero?». Questa ragazza, pur avendo compreso che sono in difficoltà, non si rende conto di quanto. Sto per dare di matto qui dentro, vorrei prendere a pugni le pareti e gridare, e invece mi manca il fiato. Mi tolgo la cravatta, sperando che questo mi permetta di respirare meglio, ma non funziona. Agitarmi in questa scatola di metallo non mi aiuta.
«Ma certo, siamo in un palazzo pieno di uffici. Qui tutti producono, producono, affari, affari… Gli servono gli ascensori per accumulare euro. Ci tireranno fuori presto».
Dovrei esserle grato, invece questa sua voce delicata e queste sue parole di conforto mi fanno innervosire ancora di più. Sono ingiusto, ma sto per morire, ne ho diritto, accidenti. Tra me e me sto ringhiando, proprio come un animale in trappola. Nonostante tutto provo ad abbozzare un mezzo sorriso alla mia improvvisata coinquilina, ma non è che mi riesca proprio bene. Penso che mi sia uscita una smorfia. Ma continuo ad avere il mal di testa che mi trafigge e il panico che mi assale, non può pretendere più di così.
E lei che fa? Si presenta! Adesso. Non ho tempo per le presentazioni, voglio uscire da qui e dimenticarmi di lei e di questo posto infernale.
«Ciao, sono Sara De Michele».
«Mi chiamo Daniel, Daniel Gant». Le rispondo senza entusiasmo, non mi interessa sapere come si chiama né dirle come mi chiamo io. Non diventeremo amici, non ci vedremo mai più una volta usciti da qui e io voglio uscire da qui. Merda.
«Piacere Daniel, ora… Cerchiamo di rilassarci, ok? Perché non ci sediamo, ti va?». Si accomoda per terra e io ora come faccio a far finta di camminare in questo spazio angusto? Accidenti, sto per gridare davvero.
«Soffro di claustrofobia. Morirò qui dentro». Ecco l’ho detto, spero che afferri la gravità della situazione.
«Dovresti provare a rilassarti, vedrai che fra pochi minuti saremo fuori». Mi prende per mano e mi costringe a sedermi accanto a lei. Una presa garbata ma ferma, la ragazza ha le idee chiare. Beata lei.
«Non so quanto potrò resistere. Sono già rimasto chiuso in un ascensore in passato». Adesso mi tocca anche fare conversazione? Nessuno ci porta un tè e dei pasticcini? Sul serio, io non sono così, ma il mal di testa mi uccide e l’attacco di panico che sto cercando di controllare sta per avere la meglio su di me, non è un gran momento per il sottoscritto e non riesco a essere affabile come al mio solito.
«E che cosa è accaduto?»
«Credimi, è meglio non saperlo».
E Sara che fa? Comincia a parlare di spiaggia, di onde, vuole distrarmi con qualche immagine da cartolina? Ma per favore.
«Che fai nella vita?». Ecco, parlami di te e ti prego basta cavolate. Chiudo gli occhi cercando di non ascoltarla.
Ma qualcosa attira involontariamente la mia attenzione. Apro gli occhi di scatto. Mi ha appena raccontato la sua mattinata piena di casini, io sono incappato per sbaglio nella sua vita? «Grandioso, per errore sono capitato nel tuo Triangolo delle Bermude!».
«Stai insinuando che porto sfortuna?». Finalmente perde la sua patina di brava ragazza e tira fuori i denti, io è da un pezzo che vorrei farlo.
«Dico che l’ascensore si è bloccato durante il tuo incubo personale».
«Io sono entrata nel tuo ascensore per seconda, forse ce l’aveva con te». Mette il broncio e incrocia le braccia. Per la prima volta credo di vederla davvero. È buffa, e adesso che fa l’arrabbiata diventa simpatica e umana. Quel suo fare da crocerossina era fastidioso. Ora riesco a sorridere e ad ammorbidire il tono della mia voce, mi sento stranamente più calmo. «Potresti avere ragione, dopotutto gli ascensori non mi amano. Cerco sempre di evitare di prenderli se mi è possibile, ma sai… a volte non ci sono alternative! Grattacieli… tanti piani…».
«Stai cercando di fare dell’ironia?»
«Guarda che io sono un tipo spiritoso solitamente, ma credimi, faccio una grande fatica in questo momento».
«Temevo di essere io il problema».
Sono più calmo forse, ma fa un caldo infernale qui dentro. Mi sbottono la camicia, e noto che Sara non stacca gli occhi da me. Ci sono abituato, succede sempre così, credo che neppure lei sia immune al mio fascino. Tipico.

Scambiamo qualche parola sul suo colloquio andato male e ci studiamo diligenti, senza molto altro da fare.
E poi quando le chiedo: «Perché mi fissi così?», lei sobbalza, fa tenerezza perché sa che l’ho colta in flagrante.
Ma la sua risposta è sincera e per questo avverto ancora più benevolenza nei suoi confronti.
«Ho visto alcuni tuoi servizi fotografici».
«Quindi sai chi sono?»
«Diciamo di sì, ma onestamente non mi ricordavo il tuo nome. Intendevo che non sono una che legge molto le riviste di moda, è mia sorella Virginia l’esperta». Si è istintivamente morsa il labbro in evidente difficoltà, e ho provato un sussulto al cuore, una cosa inaspettata, credo dipenda dal fatto che sto per morire asfissiato, oppure non so... quel gesto mi ha fatto provare qualcosa. Era sexy e mi è piaciuto.
Continuiamo a parlare, ma in verità la osservo con maggiore attenzione. Ha delle belle labbra, carnose, penso soffici. Ma uno scossone terribile sconquassa il nostro piccolo mondo, e mette fine ai miei pensieri sulla sua bocca.
Cazzo, stiamo precipitando. Scatto in piedi tremando, non ce la faccio più, non riesco a controllarmi. Ho perso la mia battaglia, ora perdo i sensi. Mi troveranno spiaccicato su questo pavimento lercio, tra le braccia di un’infermiera improvvisata dal broncio buffo e intrigante. Forse dopotutto non è una brutta morte.
«Mi sento male, mi manca l’aria». Giubbotto e camicia sono diventati insopportabili, ho la pelle che brucia. Me ne sbarazzo. Non mi importa rimanere a torso nudo, chi se ne frega della decenza e delle buone maniere, sto letteralmente andando a fuoco.
«Calmati, ti prego, vedrai…». È spaventata, io l’ho spaventata con il mio atteggiamento e anche lei come me è bloccata qui. Sono un fottuto egoista, ma proprio non riesco a essere generoso ora. Sono in tilt.
«Non capisci, non respiro».
Ecco un altro scossone. Forse quello definitivo prima di precipitare. «Mi manca l’aria!», continuo a ripetere come un ossesso.

Sara De Michele mi sorprende e lo fa nel modo più incredibile e pazzesco. Le sue labbra si attaccano alle mie, senza nessun preavviso, senza nessuna esitazione. Un secondo prima è distante da me, quello dopo si preme sul mio corpo e la sua bocca generosa accarezza la mia, con audacia, ma anche con timore. Mi piace, dannazione, se mi piace. Ricambio il bacio con curiosità e interesse, e la sua morbidezza è quello che ci vuole, il mio cuore batte forte ma non per la paura di morire, bensì per la voglia che all’improvviso ho di lei. Cerco i suoi fianchi e li accarezzo, mentre la attiro ancora più a me. I miei sensi sono all’erta. Sto andando a fuoco, di nuovo, ma per il motivo giusto questa volta. Lei è carina, anzi ora che ci penso mi sembra più che carina, mi sembra uno schianto e come mi bacia... Mi manda su di giri... Non mi importa più della claustrofobia, del mal di testa, dell’ascensore, di niente, la sto divorando e questo mi esalta.
«Scusate, disturbiamo?».
Sara e io ci voltiamo di scatto per trovarci di fronte a un vigile del fuoco che sghignazza. Non mi sono accorto di nulla. Ma che mi ha fatto questa ragazza? È una strega forse? Sono sotto un incantesimo?
La mente torna a farsi lucida e vedo che Sara, tutta rossa, cerca di ricomporsi come può. Così mi ricordo che sono a torso nudo. Chissà che impressione diamo, ma che mi importa, anzi quasi quasi suggerisco al pompiere di andarsene per riprendere da dove ci siamo interrotti. Ma davvero sto pensando questo? Sgrano gli occhi sorpreso e lancio uno sguardo furtivo a Sara. Ha le guance viola e il capo chino, si vergogna, è così evidente e mi fa tenerezza. Poco fa era una donna intraprendente e focosa, e ora pudica e innocente. Chi sei Sara De Michele?
Esce dall’ascensore per trovarsi davanti un muro di persone e io con lei. Mi hanno riconosciuto sicuramente, e di certo i nostri atteggiamenti compromettenti ci mettono in una posizione scomoda. Sono un po’ infastidito e l’istinto di proteggerla viene a galla improvviso, ma mi sento di ringraziare il vigile del fuoco, in effetti sono fuori dall’ascensore e questo mi permette di respirare di nuovo aria pura, o quasi.
«La ringrazio per l’aiuto. Soffro di claustrofobia e la signorina…».
«Sì, ho capito, faceva la respirazione bocca a bocca». Non dovrei ridere ma c’è qualcosa di vero in questa battuta e quindi sfodero la mia risata di circostanza, non una vera risata, ma di quelle che uso per le videocamere e le interviste. «Qualcosa del genere, sì!».
D’istinto cerco lo sguardo di Sara perché mi sento in colpa verso di lei, che infatti sta sgattaiolando via, lontano da tutti noi e dal suo terrificante imbarazzo. Che stupido sono.
Ringrazio ancora, poi le corro dietro, giù per le scale. La chiamo. Ma lei non si ferma. Ci credo, non vuole vedermi e ha ragione. Ho riso di lei poco fa, ma l’ho fatto per stare al gioco.
Eccola, la vedo. Non riesco a fare a meno di toccarla e così la blocco per un braccio e la costringo a fermare la sua assurda corsa. «Perché sei scappata in quel modo?». Conosco il perché, l’ho letto sul suo volto, ma troverei rassicurante sentirlo da lei.
«Sono scappata perché ero imbarazzata e… ok… mi devo scusare... Ho letto da qualche parte che baciare aiuta a calmare chi soffre di attacchi di panico e così ho pensato che fosse una cosa da provare. Non volevo baciarti, ma solo aiutarti. Non vado in giro a baciare estranei negli ascensori e senza camicia… e neppure con la camicia… negli ascensori intendo… sto straparlando». Balbetta e lo fa con un rossore che la rende incantevole. Per un attimo mi sento di nuovo rapito da lei e da questa sua ingenua dolcezza.
Ma poi una risata mi esplode in bocca, allegra, la mia vera risata, quella che riservo per i pochi intimi. Le accarezzo il viso, lo faccio senza pensarci, ha la pelle di seta. «Calmati, ho capito cosa intendi e ha funzionato, mi sono davvero distratto. Baci bene».
«No, dico, vuoi vedermi diventare rossa come un peperone? Vorrei evitarlo, ti prego».
«Va bene, certo che sei buffa».
«Proprio quello che ogni donna di questo mondo vorrebbe sentirsi dire dopo essere stata baciata. Scherzo, dài».
Finalmente la tensione si è allentata e stiamo bene, è tutto normale, è tutto a posto, tranne il fatto che vorrei baciarla ancora. Che strano.
Come è strano che, pur non conoscendola, voglio rivederla, per una volta, per due volte, per mille volte, non lo so, ma non voglio che sparisca, desidero che ci sia ancora nel mio futuro per un po’.
«Mi dai il tuo numero di telefono?»
«E per cosa?»
«Come per cosa?».
Mi sta fissando interdetta, non capisce davvero, non crede mi interessi sul serio. Mi viene da ridere, ci sono donne che farebbero carte false per essere chiamate da me e lei tentenna. «Dammi il tuo numero, su. Così uno di questi giorni ti invito a cena per ringraziarti di avermi fatto superare un attacco d’ansia. Hai i tuoi metodi, ragazza, e funzionano».
«Va bene allora, puoi chiamarmi quando vuoi…». Sembra frastornata, una reazione che riconosco. «Non intendevo per baciarti, eh?». Adesso si affloscia come un soufflé. «Lo so, sono buffa».
«Un po’, tendi sempre a spiegare tutto, ma qui non c’è niente da spiegare, mi va di invitarti a cena. Che c’è di male?»
«Niente».
Finalmente mi accontenta e ho il suo numero di telefono. Questa giornata ha preso una piega davvero positiva. Poco fa pensavo di morire soffocato e ora pregusto una serata con Sara. Voglio baciarla ancora, voglio sapere qualcosa di lei. La voglio.
Scendiamo le scale vicini, scambiando qualche parola e poi mi succede quello che capita spesso, vengo accerchiato da una nuvola di fan che chiedono un mio sorriso, un mio autografo, un mio abbraccio e la cosa non mi dispiace. Anzi, mi rende felice. Così le assecondo, ma faccio in tempo a sbirciare Sara che esce da «Inside Look» e a strizzarle l’occhio.
Lei non lo sa, ma con me la signorina Sara De Michele non ha ancora finito.
Anzi, tutto deve cominciare ancora.

Spero che vi sia piaciuta e vi siate divertiti durante questo blogtour! Domani scadrà il termine per partecipare e sperare di aggiudicarsi una delle due copie cartacee messe in palio! Per chi si fosse perso qualcosa ecco un breve riepilogo delle tappe e delle regole per partecipare


21 Aprile - 1° Tappa: Presentazione + Incipit, Lettrici Impertinenti
22 Aprile - 2° Tappa: Estratti, Il rumore dei libri
23 Aprile - 3° Tappa: Playlist + Fancast, Coffee&Books
24 Aprile - 4° Tappa: Intervista a Daniel&Sara, Starlight Book's
25 Aprile - 5° Tappa: Intervista all'autrice, Bookish Advisor 
26 Aprile - 6° Tappa: Le ricette di Nonna Glicine, Romanticamente Fantasy
27 Aprile - 7° Tappa: Extra, Stelle nell'Iperuranio

Le regole obbligatorie da seguire per partecipare.
1) Diventate LETTORI FISSI di tutti i blog partecipanti.
2) Condividere il blogtour su un qualsiasi social.  
(Potrete farlo tutti i giorni, per una volta al giorno).
Assicuratevi di avere la privacy del profilo pubblica in modo da poter controllare le condivisioni.
3) Commentate tutte le tappe del BlogTour.
4) Mettete “Mi piace” alla pagina Facebook della Newton Compton.
5) Mettere "Mi piace" alla pagina Facebook di Patrisha Mar.

giovedì 21 aprile 2016

Segnalazione Made in Italy + Blogtour: Ti ho incontrato quasi per caso di Patrisha Mar

Con grande gioia vi annuncio che da oggi è possibile trovare in digitale, ma presto potrete avere anche il cartaceo, del nuovo libro di Patrisha Mar seguito da La mia eccezione sei tu! Per festeggiare questa nuova uscita da blogger eccezionali e attivissime è stato organizzato un fantastico blogtour con in palio due copie cartacee al quale sono onorata di partecipare!!! Rimanete sintonizzate e seguite tutte le tappe, saranno presenti approfondimenti ed extra da togliere il fiato!!!

Ti ho incontrato quasi per caso
Patrisha Mar
Newton Compton Editori
 e book - € 4,99 - 210 pg
cartaceo - € 9,90 - 256 pg
Daniele e Sara sono a Gubbio, per trascorrere la vigilia di Natale. Il clima è sereno, la coppia sembra perfetta, tanto che si comincia già a parlare di nozze... Almeno fino al momento in cui Daniele non riceve dal suo agente un copione da leggere: lo vogliono come attore in un film. All'inizio tergiversa, non vorrebbe allontanarsi da Sara, ma l'occasione è troppo ghiotta e così, dopo molti tentennamenti, accetta il lavoro. Gli manca però il coraggio di rivelarlo a Sara. Quando lei lo scopre, il rapporto pare incrinarsi, ma la crisi rientra presto. In realtà c'è un altro uragano in arrivo. Si chiama Matteo, è un cugino di Daniele che lui non sopporta, e chiede ospitalità in attesa che finiscano i lavori a casa sua. Ed è allora che arriveranno i veri guai...

Ed ecco le tappe e le regole per partecipare al favoloso Blogtour

Di seguito le regole obbligatorie da seguire per partecipare.
1) Diventate LETTORI FISSI di tutti i blog partecipanti:
Stelle nell'iperuranio
2) Condividere il blogtour su un qualsiasi social.  
(Potrete farlo tutti i giorni, per una volta al giorno).
Assicuratevi di avere la privacy del profilo pubblica in modo da poter controllare le condivisioni.
3) Commentate tutte le tappe del BlogTour.
4) Mettete “Mi piace” alla pagina Facebook della Newton Compton.
5) Mettere "Mi piace" alla pagina Facebook di Patrisha Mar.

Partecipate numerosi e fatemi sapere cosa ne pensate!! 
Intanto vi lascio in compagnia di Daniel!!

domenica 9 agosto 2015

SettimaTappa Blog Tour Victorian Vigilante di Federica Soprani e Vittoria Corella

Con questo caldo tremendo sono un pochino latitante, scusate, quindi per farmi perdonare oggi vi regalo l'ultima del Blog Tour organizzato per presentare la nuova fatica congiunta di Federica Soprani e Vittoria Corella: un romanzo a puntate ambientata nella Londra Vittoriana in pieno stile Steampounk e con qualche punta di Horror, ma giusto un assaggio! E proprio lo Steampunk, questo genere poco noto e misterioso, sarà oggetto di questa tappa. Ma prima eccovi il libro

Victorian Vigiliante Vol. 1
Le infernali macchine del Dottor Morse
Federica Soprani e Vittoria Corella
Nero Press
€ 1,49 - 106 pg

1890. L’assetto europeo manifesta già i germi di una guerra mondiale e vede contrapposte due scuole di pensiero scientifiche: i Maniscalchi inglesi seguaci dell’Ergomeccatronica, che sfruttano esoscheletri potenziati per implementare le capacità di lavoratori e soldati, e i Senza Dio fautori della Meccagenetronica, localizzati nell’Europa dell’Est, che hanno sviluppato terrificanti ibridazioni uomo-macchina. A Londra s’innesca una battaglia senza quartiere tra il misterioso vigilante mascherato Spettro di Nebbia, il Sergente Malachy Murphy e la spietata Baba Yaga, una donna meccanica alle dipendenze del Dottor Anton Morse, genio della Meccagenetronica dai loschi fini. Nella lotta verranno coinvolti anche il giovane tagliatore di diamanti ebreo Mordecai Gerolamus, perseguitato da invisibili e inquietanti demoni, la giornalista d’assalto Catherine “Orlando” Swan e suo fratello Percy, direttore del Giornale.

Adesso veniamo all'argomento della mia tappa: il genere Steampunk!

Quando parliamo di Steampunk innanzitutto dobbiamo inquadrare il periodo storico di riferimento, che è più o meno relativo a quello della Londra Vittoriana  e della Rivoluzione Industriale. Parliamo di storie fantasy-fantascientifiche ambientate quindi in un passato però molto differente da quello che conosciamo: viene descritto un mondo anacronistico dove le armi  e le macchine sono azionate dal vapore (da qui il termine Steam, vapore in inglese), l'energia elettrica è capace di compiere veri e propri prodigi e grande importanza  ha anche la forza magnetica. I personaggi indossano abiti stravaganti dove fanno bella mostra occhialoni e congegni meccanici, addirittura alcuni arti umani sono sostituti  creando una fusione di uomo e macchine. 
Negli ultimi anni il genere è sempre più utilizzato sopratutto nei cinema e nelle produzioni televisive, dove da il meglio di sè in quanto a spettacolarità. Alcuni titoli che mi vengono in mente sono: La leggenda degli uomini straordinari, Sherlock Holmnes, Ember  e Hugo Cabret. Anche tra gli anime e i manga ci sono esempi degni di nota come Full Metal Alchemist e Il castello errante di Howl. Tra gli autori invece riconosciamo i grandi maestri del genere in Jules Verne e H.G. Wells, che scrissero libri steampunk quando addirittura ancora non era stato coniato il termine.
Lo stile steampunk mi affascina molto, in quanto Ingegnere, sopratutto meccanico negli ultimi anni, tutto ciò che riguarda macchine, tecnica, invenzioni rientra nelle mie corde! Il modo in cui si possa pensare di ricreare le moderne comodità utilizzando l'energia del vapore è interessante e assolutamente da studiare, senza parlare dell'abbigliamento tutto ingranaggi, borchie e oro così tremendamente elegante. In conclusione lo steampunk è un genere che amo molto perchè unisce il mio interesse per la tecnica con la mia anima romantica.

Federica Soprani e Vittoria Corella, conoscono molto bene la società della Londra Vittoriana, avendone già dato esempio nella loro precedente serie Victorian Solstice, quindi con piacere ritorno in questo universo arricchito ora dagli elementi Steampunk. Lascio quindi a loro la parola, vi parleranno di Steampunk, gatti litigiosi, contaminazione di genere ed ispirazione!


Cos'è lo Steampunk? Lo Steampunk è quando la fantascienza, il genere storico. il fantastico diventano troppo stretti, troppo angusti e cominciano a premersi addosso l'uno con l'altro.
Non bastava più lo “spazio stellare” di Bradbury o Asimov, non bastava più la puntualità storica e ricostruzione di Ken Follett o Philippa Gregory, il Fantastico era una terra ormai invasa, straripante di meraviglie: serviva qualcosa che potesse recare sollievo a tutti questi generi. Ecco cos'è lo steampunk: è fantascienza con dentro la Storia e il Fantastico, ma è anche il contrario, è lo Storico che ingloba e nasconde gli altri come due gatti litigiosi in un sacco, e tu sei lì che vedi i dorsi arcuati contorcersi e guardi sbucare gli artigli dalla tela, senti la Fantascienza e il Fantastico lottare, o forse accoppiarsi, nella pancia di juta del sacco scuro della Storiacon la Maiuscola.
Citerò un scrittore Steampunk che è diventato da qualche tempo una delle 'facce ufficiali' dello steampunk statunitense, ovvero G.D. Falksen. Il signorino in giacca e cravatta e buffi occhialini in bilico sulla punta del naso è molto giovane, ma ha le idee tanto chiare, beato lui.
Gli hanno chiesto: Che cos’è lo Steampunk?
In due paroline, Steampunk è Fantascienza Vittoriana. Qui ‘vittoriano’ non è inteso a indicare una cultura specifica, ma piuttosto si riferisce ad un periodo storico e ad un’estetica: il diciannovesimo secolo industrializzato.
Storicamente, questo periodo ha visto lo svilupparsi di molti aspetti chiave del mondo moderno (Manifattura meccanizzata, urbanizzazione estensiva, telecomunicazioni, vita d’ufficio e traffico di massa), e lo Steampunk usa questa esistente tecnologia e questa struttura per immaginare un diciannovesimo secolo ancora più avanzato, spesso completato da meraviglie di ispirazione vittoriana come velivoli a vapore e computer meccanici.
E ancora gli chiedono “Cosa c’entra la fantascienza?”:
Falksen ci informa che la linea tra ‘Steampunk’ e ‘epoca vittoriana’ è estremamente sottile, e spesso le due cose sono inseparabili. Sono separate solo dallo status di ‘fantascienza’ dello Steampunk, benché fantascienza pesantemente inspirata dal fatto storico Vittoriano. Questo si verifica in uno di due modi: le Storie ‘proto-steampunk’ del diciannovesimo secolo possono venir viste come parallele alla nostra stessa Fantascienza, ovvero una visione del futuro dal tempo presente.
Per i vittoriani significava immaginare un futuro che ai nostri occhi moderni appare drammaticamente non-moderno. Sottomarini, viaggi spaziali, velivoli e vita meccanizzata erano stati immaginati dai Vittoriani, queste cose poi sono andate molto vicine alla realtà, ma comunque differivano da come il futuro è andato davvero.
Per gli scrittori moderni, con il beneficio della scienza moderna, lo Steampunk diventa un re-immaginare il diciannovesimo secolo con una visione più esatta di dove andrà la scienza un giorno. In questo modo, lo Steampunk spesso si trova a tradurre concetti moderni quali la rivoluzione informatica, thriller spionistico, mystery e addirittura Internet in un contesto Vittoriano utilizzando tecnologia Vittoriana. Lo Steampunk diventa la mescola perfetta di storia alternativa e fantascienza

E ora ci chiedono: Perché avete scelto lo Steampunk anche voi?
 I Vittoria e Federica rispondono: non ci bastava più l’epoca vittoriana, abbiamo preso il sacco con i gatti e l’abbiamo rovesciato: Fantascienza e Storia ci sono sembrati andare perfettamente d’accordo, Fantastico li guardava e non sembrava infastidito. E allora eccovi Victorian Vigilante: rosa dai tanti petali (o diamante sfaccettato), citazione di altre mille citazioni. Abbiamo i Supereroi degli anni 30, abbiamo Blade Runner, abbiamo Alice nel Paese delle Meraviglie e Coppelia. Ci siamo ispirate a Batman, fumetto & film, al Phantom degli anni ’30, ci siamo rifatte a padri putativi del genere Steam: Gibson e Sterling e la loro “Macchina delle Realtà”. Abbiamo rubacchiato dal “Leviathan” di Westerfeld. Abbiamo leggende ebraiche e fiabe russe, abbiamo folli coincidenze e tanto pathos, come piace a noi due, bello denso, che si taglia come la polenta. Abbiamo una storia storica e una fantastica e abbiamo la fantascienza che pretende di legarle insieme (che gatti impossibili, davvero!) e noi possiamo solo augurarci che il matrimonio del Cielo e dell’Inferno funzioni anche per chi avrà la bontà di leggerci.


Grazie per aver partecipato a questo meraviglioso Blog Tour
e spero siate rimasti conquistati dall'universo di Victorian Vigilante!

lunedì 27 luglio 2015

Settima Tappa Blog Tour Non chiamarmi Principessa di Connie Jett - Recensione + Estratti

Buon lunedì e buona ultima settimana di Luglio!!! Molti di voi si staranno preparando per le vacanze, altri saranno già partiti, i più sfortunati saranno già tornati e poi ci sono quelli come me che questo anno le vacanze se le sognano! Ma non disperiamo ci sono i nostri adorati libri a farci sognare ed oggi parliamo di una nuova pubblicazione della Libro Aperto Publishing, più un racconto lungo a dir la verità, che sono certa vi farà buona compagnia sotto l'ombrellone.  In questo ricchissimo Blog Tour toccheremo molti punti essenziali del libro e conosceremo meglio l'autrice, in modo particolare oggi vi darò qualche assaggino della storia e mi raccomando rimanete con noi fino alla fine per un ricco giveaway finale.


Titolo: Non chiamarmi principessa
Autore: Connie Jett
Editore: Libro Aperto International Publishing
Grafica: Catnip Design
Pagine: 106
ISBN: 9781910442340
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Katia è una donna moderna e indipendente, disegnatrice di abiti per bambini e con la passione per i tacchi alti. La sua vita è perfetta finché non ha la sfortuna d'innamorarsi dell’uomo sbagliato, il suo capo, che le fa perdere la testa e il lavoro.
Con l’autostima sotto i piedi decide di prendersi un anno sabbatico in cui dedicarsi a se stessa e alla ricerca della felicità, e sebbene non tutte le sue decisioni saranno quelle giuste, il destino le offrirà una nuova opportunità.
Tornerà a credere nell’amore?


Tacchi alti, vestiti glamour, un piccolo appartamento arredato e tenuto con cura, un lavoro non molto soddisfacente ed un fidanzato che proprio tale non è dato che è il promesso sposo della figlia del suo datore di lavoro. Ma Katia non si lascia scoraggiare, è certa che nel giro di poco tempo tutti i suoi sogni diverranno realtà, insieme lasceranno un lavoro senza prospettive, ne troveranno un altro meraviglioso e potranno amarsi alla luce del sole, lui glielo ha promesso, lo ha promesso alla sua principessa. 

mercoledì 22 luglio 2015

Blog Tour Effetto Domino di Edy Tassi - Stefano Montanari

In questo caldo mercoledì il mio piccolo angolo tra le stelle ospita la terza tappa del Blog Tour organizzato dalla Harlequin Mondadori per presentare il nuovo libro di Edy Tassi, autrice italiana che si è imposta nel panorama dell'erotico grazie a  Ballando con il fuoco ed in questi giorni è in libreria con una nuova storia, una nuova protagonista ed una una nuova travolgente passione.



Effetto Domino
Edy Tassi
Harlequin Mondadori
€ 12,90


Nascosta dietro l'obiettivo della macchina fotografica, Gloria è sicura di essere intoccabile. E invisibile. Di poter scegliere lei ogni mossa, anche con gli uomini. Seducendoli, amandoli senza inibizioni, e poi lasciandoli prima di poter provare emozioni troppo intense. Prima di poter soffrire. Ma nessuno può sfuggire alla propria storia. E quando il passato la chiama con forza dall'Africa alle sponde scintillanti ed esclusive del Lago di Como, Gloria comincia a seguire le tracce di una verità scomoda, di una storia familiare misteriosa e affascinante. Al centro di tutto c'è l'enigmatica e imponente Villa Visdomini. E un uomo, Marco, che è tentazione pura, pericoloso come il fuoco che divampa tra loro. Questa volta Gloria non può più nascondersi.

Durante il tour stiamo facendo la conoscenza dei vari personaggi che costellano il romanzo, oggi è la volta di Stefano Montanari ed il racconto apparso sul sito di Edy (QUI il sito con sui seguire l'autrice) a lui dedicato

lunedì 20 luglio 2015

3° Tappa Blog Tour Quel silenzio tra noi di Rosie. M. Stuart - Casting

Benvenute nel mio piccolo angolo tra le stelle, oggi ospito la terza tappa del Blog Tour organizzato per farvi conoscere in dettaglio alcuni aspetti del libro di Rosie M. Stuart, padrona di casa del Dragonfly Wings, Quel silenzio fra noi. Questo blog tour inoltre vi regalerà ad ogni tappa una piccola sorpresa fino al fantastico giveaway finale. Oggi potrete scoprire il volto che Rosie ha dato ai suoi personaggi ma prima di tutto le presentazioni

Quel silenzio fra Noi
R.M. Stuart
€ 0,99



Elisa Di Tommaso è una ragazza decisamente sopra le righe. È alle soglie dei trent’anni, non sa cucinare, legge troppo, si abbuffa di popcorn alla cioccolata guardando Arrow, e non va mai in palestra. Non ha un fidanzato da secoli e crede di essere innamorata del tenente Fabio Maurizio Giuliani. Però il suo è un amore a senso unico e Davide Ranieri, amico-nemico fin dall’adolescenza, non perde occasione di ricordarle l’amara e sacrosanta verità.
In più Elisa e Davide litigano costantemente, si punzecchiano, e si guardano senza guardarsi. Nonostante ciò, c’è qualcosa di più, qualcosa di speciale, e un bacio inaspettato stravolgerà i loro propositi, portando a galla il passato.
Tra cene vegane con le amiche Melissa e Virginia, le coccole di un cagnetto dispettoso e l’ironia del padre, Elisa dovrà affrontare il proprio orgoglio in una battaglia all’ultima battuta, mentre Davide dovrà fare i conti con una piccola bugia che sarà solo la punta dell’iceberg.
Può l’odio nascondere l’amore? E l’amore diventare odio?


Ed ora vi presentiamo i protagonisti di questo romantico, dolce e a tratti irritante, perchè la sottoscritta ogni tanto avrebbe dato un calcione nel fondo schiena a qualcuno di loro, romanzo

DAVIDE RANIERI

“La visione che si manifestò la lasciò attonita e felice, inquietantemente felice. Davide Ranieri bagnato era infernale, un mostro sacro di bellezza che non sarebbe dovuto esistere. Era Apollo in carne e ossa.
I capelli si erano scuriti a causa della pioggia, dalle lunghe ciglia cadevano giù le lacrime del maltempo, i suoi occhi erano vetro trasparente che ustionava. Le labbra non erano il solito spicchio divertito, ma uno sfregio triste che le diede i brividi.”


ELISA DI TOMMASO


“Ciccette sballonzolanti a destra, ciccette sballonzolanti a sinistra, ciccette sballonzolanti ovunque: Elisa era un’autostrada di pelle morbida, setosa, in completa assenza di muscoli definiti. Era una Venere bruttina a parer suo, che non nasceva dalla spuma, con fare grazioso e con la chioma rossa al vento. Si credeva mostruosità allo stato solido, mentre – in realtà – possedeva un corpo generoso nei punti giusti, per niente sformato o inappetibile. ”


ASSO “RANIERI”

“Era un beagle simpatico, proprio come Davide che l’aveva adottato, strappandolo da una vita triste. Infatti, Asso era stato trovato dentro una busta vicino a un cassonetto, disidratato e rantolante. Fortunatamente, delle volontarie milanesi si erano prese cura di lui rimettendolo in sesto.”


FABIO MAURIZIO GIULIANI


“Davide: «Fabio […], quando va in Afghanistan, spegne il cellulare e vive la sua vita. […] Certo una vita non bella. Io ci sono stato lì, non è facile, ma ho sempre avuto un attimo per chiamarti. Chi ti vuole bene, ti scrive persino un sms con due parole in croce per farti sapere come sta. Lo sappiamo che non sta giocando, ma devi essere obiettiva: Fabio non è perfetto, io non sono perfetto, cazzo, l’uomo non è perfetto. Vuoi capirlo? […]».”


ALTRI PERSONAGGI:
1. ALDEA RANIERI: mamma di Davide.
2. MATTEO DI TOMMASO: papà di Elisa.
3. DIANA RANIERI: sorella minore di Davide.
4. VIRGINIA GIUDICI: migliore amica di Elisa.
5. CRISTIAN NOMIBI: amico di Davide ed Elisa.
6. MELISSA ROMANO: amica di Davide ed Elisa.

Per partecipare al giveaway finale ricordatevi di seguire tutte le tappe, commentare, diventare follower dei blog e seguire l'evento su Facebook QUI

DATE DEL BLOGTOUR 

- Lunedì 6 luglio: Dragonfly Wings. 
- Lunedì 13 luglio: Beira's Heart. 
- Lunedì 20 luglio: Stelle nell'Iperuranio. 
- Lunedì 27 luglio: Sognando tra le Righe. 
- Venerdì 31 luglio: Insaziabili letture


Vi sono piaciuti gli attori scelti per i personaggi, 
voi come li avevate immaginati ? 
Siamo curiosi, fateci sapere!

mercoledì 8 luglio 2015

Quarta Tappa Blog Tour La mia eccezione sei tu di Patrisha Mar - Scena Tagliata/POV di Daniel

Benvenuti alla quarta tappa del Blog Tour dedicato a La mia eccezione sei tu, romanzo scritto da Patrisha Mar che ha compiuto il grande salto dal self alla Newton, finendo così sugli scaffali delle librerie di tutta Italia.
In questo Tour affronteremo argomenti divertenti dalla recensione, agli estratti, dalle interviste ai protagonisti fino alla playlist dei brani che accompagnano la storia di Daniel e Sara, ma se volete proprio la verità credo che la sottoscritta si sia accaparrata l'argomento più HOT di questa calda estate, un estratto inedito, che chi ha già letto il libro non avrà problemi a posizionare, del POV di Daniel. Potrete scoprire cosa passerà nella testa del modello Daniel Gant che ..... non voglio fare spoiler, ma sappiate parlerà di un argomento molto succoso.
Ma prima di tutto per coloro che non avessero ancora avuto il piacere di leggerlo

La mia eccezione sei tu
Patrisha Mar
Newton Compton Editori
€ 9,90 - 256 pg

Finalmente è arrivato il giorno del tanto atteso colloquio di lavoro e Sara deve fare bella figura. Sono già due anni che si è laureata, ma né in campo professionale né in quello sentimentale sembra che la sua vita abbia preso una piega accettabile. E adesso eccola, traballante su tacchi troppo alti, in ritardo cosmico – grazie alla simpatica sveglia che non suona quando dovrebbe e a un autobus che ha deciso di saltare una corsa – sotto la sede della rivista di moda e gossip più letta del momento. Sara deve avere quel lavoro… Ma la giornata a quanto pare è nata storta e può solo peggiorare. E infatti, come una ciliegina sulla torta, l’ascensore che è riuscita a prendere al volo pensa bene di bloccarsi. Uno scossone prima e un altro a breve distanza ed è chiaro che non ripartirà. Ma Sara lì dentro non è sola… Accanto a lei c’è qualcuno. Qualcuno che soffre di claustrofobia e che è sul punto di avere un attacco di panico. A meno che lei… non si faccia venire qualche idea geniale per impedirlo. Un’idea così geniale che lascerà il segno…


SCENA INEDITA DI "LA MIA ECCEZIONE SEI TU"
Daniel pensa a Sara
di Patrisha Mar

Le luci della città brillavano come lucciole in una notte fatata. Uno scorcio di Sydney si apriva dinanzi a lui, mentre Daniel infilava le mani nelle tasche dei jeans a vita bassa e appoggiava la fronte al vetro freddo. Stava sorridendo, non riusciva a smettere di farlo da giorni. E gli succedeva sempre quando pensava a lei, Sara De Michele. Quella ragazza dalla lingua tagliente, dallo sguardo impertinente e dalle curve generose nascoste sotto un anonimo tailleur.
Sollevò il capo e i suoi occhi si persero sul panorama che gli sembrava ipnotico ed estraneo insieme. Talvolta gli succedeva di provare la sensazione di essere nel posto sbagliato, di essere stanco del suo continuo viaggiare, ma durava solo un attimo, il tempo di apprezzare la sua grande fortuna, e il disagio di non appartenere a nessun luogo svaniva. Viaggiare e gratis era un privilegio che pochi potevano permettersi ed era grato ogni giorno per essersi costruito una reputazione nel mondo della moda tale da poter girare e conoscere nuove realtà senza preoccuparsi di far quadrare il bilancio.
Daniel Gant si avvicinò al divano di pelle nera, proprio al centro dell'ampia sala open space di un attico. Una lampada da terra rischiarava la penombra, gettando una calda tonalità tutta attorno. L'uomo si sdraiò comodamente e incrociò le mani dietro la nuca. I muscoli scolpiti si tesero mostrandosi in tutta la loro incredibile armonia, enfatizzata dall'assenza di una maglietta a coprirli.
Socchiuse le palpebre e gli venne spontaneo tornare con la mente in quell'angusto ascensore condiviso per alcuni minuti con una ragazza incredibile. Raramente era rimasto spiazzato nel giudicare qualcuno, ma era successo proprio lì, il giorno in cui si era recato a Inside Look per concordare il nuovo servizio fotografico in uno splendido resort in Francia.
Quando le aveva tenuto aperte le porte dell'ascensore, lo aveva fatto per pura cortesia, un gesto non premeditato, che gli era venuto spontaneo. Era nella sua natura essere gentile, ma in tutta onestà non l'aveva degnata di uno sguardo, almeno fino a che non era successo l'impensabile. L'ascensore si era bloccato. Poco importava il motivo, lui era rimasto intrappolato lì dentro. Già si vedeva soffocare, stramazzare al suolo e finire sui giornali. Noto modello trovato agonizzate sul pavimento di uno stramaledetto ascensore che aveva deciso di guastarsi proprio quando lui, claustrofobico, ci si era trovato dentro. Un bel guaio davvero per la sua immagine e la sua sanità mentale.
Ma la differenza l'aveva fatta Sara, che parlandogli e punzecchiandolo lo aveva distratto e aveva in qualche modo rallentato il battito accelerato del suo cuore e la sudorazione eccessiva.
E prima che si aprissero le porte, salvati provvidenzialmente dai pompieri, Sara lo aveva baciato, sorprendendolo totalmente. Lo aveva fatto con l'unico scopo di calmarlo dopo l'ennesimo scossone preoccupante che preannunciava una caduta libera e una morte atroce.
E che bacio. Ne era rimasto sconvolto.
Non era la prima volta che baciava una donna poco dopo averla conosciuta, non era mai stato un problema per lui sedurre con uno sguardo, promettere magie grazie a un sorriso sicuro e spavaldo. Era il suo fascino, il bagaglio che si portava addosso.
Ma il bacio di Sara De Michele era stato inaspettato e lo aveva avvinto. La ragazza sapeva usare la lingua e non solo per sputare sentenze o bacchettarlo, o parlargli di onde del mare e luoghi rilassanti. Era una lingua che osava metterlo alla prova, che lo sfidava a giocare, a saggiare, a gustare, con voglia sempre crescente.
Si era eccitato in un istante. E aveva cominciato a contraccambiarla con voracità, voleva toccarla, voleva... cosa voleva?
Ora, solo in quella stanza, si ritrovò a ridere dell'avventatezza della ragazza. Il suo respiro ansante, le sue labbra gonfie di baci e l'espressione smarrita le avevano animato i tratti del viso, l'aveva trovata bellissima. La ragazza del Triangolo delle Bermude. Che tipo particolare!
Era fuggita via da lui vergognosa, dopo essere stata capace di alzare di parecchio la temperatura dentro l'ascensore; per la miseria, correva giù per le scale come una furia.
E Daniel, per la prima volta nella sua vita, aveva inseguito qualcuno, l'aveva inseguita sul serio e ne era stupito. Le aveva chiesto addirittura il numero di telefono. E Sara si era giustificata balbettando che aveva letto da qualche parte che baciare era un buon modo per bloccare un attacco d'ansia. Aveva funzionato, tanto che era perfino arrapato mentre digitava il suo numero sul cellulare per memorizzarlo. Si immaginava di portarla fuori a cena e... Voleva conoscerla e magari baciarla di nuovo, in un ambiente più rilassato e piacevole.
Si sfiorò le labbra con il pollice. Continuando a pensare a lei sentiva di nuovo il suo buon sapore sulla bocca.
Cosa aveva quella ragazza di tanto speciale da lasciarlo ancora senza fiato e perfino dolente? Alchimia, doveva essere quella... e lui ne voleva ancora un po'.
L'unica era rispettare il suo impegno, invitarla a cena. Non avrebbe certo rifiutato, non rifiutava mai nessuna. Magari sarebbe stata una conquista facile, anche se immaginava che forse avrebbe dovuto impegnarsi più del solito. Lo aveva baciato, ma come aveva sottolineato esibendo una buffa balbuzie, non era tipa da baciare gli sconosciuti in un ascensore, da baciare sconosciuti in generale.
Daniel si sollevò di scattò. Sapeva cosa doveva fare.
Prese il cellulare appoggiato sopra il tavolino in cristallo lì accanto e osservò il display mentre un'espressione furba gli arricciava le labbra carnose, labbra che avevano mandato in visibilio le donne di tutto il mondo, insieme ai suoi servizi fotografici e scatti che lasciavano poco spazio all'immaginazione.
Dopo una breve ricerca, ritrovò il numero di Sara, bastava premere un pulsante e flirtare con lei quel tanto che bastava per conquistarla e strapparle un sì. L'avrebbe portata a cena in un locale raffinato e avrebbero parlato. Lui si sarebbe mostrato disponibile e spontaneo, in fondo quello era il suo carattere, nessuna finzione. Gli veniva tutto molto naturale. E poi sarebbe accaduto quello che doveva accadere. Non voleva mettere limiti alla provvidenza. Sentiva solo che con Sara qualsiasi cosa poteva essere bella, lo sentiva dentro, come un sesto senso. L'idea di rivederla lo elettrizzava più di quanto sarebbe mai stato disposto ad ammettere.
Prese un lungo respiro e fece partire la telefonata...

Piaciuta? A me tantissimo e muoio dalla voglia di leggere ancora i pensieri di Daniel, chissà se Patrisha ci accontenterà un giorno! Nel frattempo continuate a seguire le tappe anche perchè alla fine del Blogtour  potrete provare a vincere  il cartaceo de La mia eccezione sei tu! Come fare? Basterà compilare il format che troverete di seguito e commentare tutte le tappe, il giorno dopo la chiusura del Tour sarà estratto un fortunato vincitore!



Per non perdervi nemmeno un appuntamento e recuperare quelli passati ecco il calendario

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